repubblica.it, 4 marzo 2026
Australia, arriva l’obbligo di smart working per due giorni a settimana
Arriva la legge che mette in “smart working obbligato” i lavoratori per due giorni alla settimana. Un cambiamento che entusiasma molto i lavoratori e molto meno i manager. E che per ora è molto lontano da noi visto che il cambiamento riguarda le aziende australiane che, appunto, chiederanno ai propri dipendenti di lavorare da casa due giorni a settimana. È quanto prevede una legge proposta dal governo australiano dello stato di Victoria che punta a sancire il diritto al lavoro da remoto. Melbourne, capitale dello stato di Victoria e città più grande dell’Australia, ospita numerose grandi aziende, tra cui BHP, Rio Tinto, ANZ Bank, Telstra e alcuni dei maggiori fondi pensione del paese.
L’adeguamento a luglio 2027
Più esattamente il governo laburista dello stato ha elaborato una proposta che prevede che i dipendenti del settore pubblico e privato abbiano il diritto legale di lavorare da remoto per due giorni a settimana, ove possibile, a partire da settembre. Le piccole aziende avranno tempo fino a luglio 2027 per adeguarsi. “Il lavoro da casa è vantaggioso per le famiglie perché fa risparmiare tempo e denaro e fa lavorare più genitori”, ha affermato la premier dello stato Jacinta Allan che dovrà affrontare a novembre le elezioni locali. Quella di ufficializzare il diritto allo smart working è un tema molto sensibile e farà parte della piattaforma elettorale laburista laddove l’opposizione liberale ha parlato di modelli di lavoro a distanza “insostenibili” per il settore pubblico ma non ha chiarito se si opporrà alla nuova legge.
Le proteste
La proposta dello Stato australiano non piace tuttavia a molti manager che lamentano le presunte ricadute negative dello smart working mentre alcune associazioni di categoria hanno ipotizzato il trasferimento di posti di lavoro dal Victoria verso altri Stati.