la Repubblica, 4 marzo 2026
Luca Argentero: “Invecchio e grazie a mia moglie cerco di farlo bene”
Si rompe un dente inciampando mentre fa sesso in piedi, beve gin tonic a tutte le ore; mitomane, narcisista e spregiudicato, è un penalista coi fiocchi. Luca Argentero superstar al Palazzo di Giustizia di Milano, è il protagonista della nuova serie L’avvocato Ligas diFabio Paladini, tratta dai libri di Gianluca Ferraris. I primi due episodi su Sky Atlantic il 6 marzo. Dal venerdì successivo, un nuovo episodio a settimana su Sky e Now fino al 3 aprile. Antagonista di Ligas è la pm interpretata da Barbara Chichiarelli. Nel cast Marina Occhionero nei panni della praticante, Gaia Messerklinger nel ruolo dell’ex moglie di Ligas, Flavio Furno è un legale collega del nostro eroe. Argentero ha appeso il camice di Doc e si è messo la toga con allegria «perché un personaggio così scorretto, sopra le righe, non mi era mai capitato di interpretarlo: è tutto ciò che non ho mai avuto il coraggio di essere».
Cosa glielo ha impedito?
«Tante cose: la mia torinesità, l’educazione, il pudore. Sotto sotto lo invidio, mi sta simpatico».
Ligas ha sempre il bicchiere in mano, soffrirà di cirrosi epatica?
«Non è un uomo sano. Non si preoccupa degli effetti dell’alcol su di sé e, di conseguenza, delle persone che gli vogliono bene. Tanto è bravo nel suo lavoro, tanto è scarso nella vita privata. La ex moglie gli dice: “Mi raccomando, fammi una promessa” e un istante dopo è con una escort».
Ammetterà che la scena in cui si rompe il dente, spiazza un po’.
«Serve solo per inquadrare il personaggio».
Si fa anche un selfie delle parti intime, per dirla tutta.
«Mi imbarazzo solo a pensarci, non mi verrebbe mai in mente. Selfie a parte, però, è uno sregolato che mi piace».
Mai come in questa serie vale il detto: “Dividere uomini e opere”, è senza freni ma nel lavoro è lucidissimo. Spiega: “Lei pensava di trovare la giustizia qui? Qui trova solo la legge”.
«Ligas è molto consapevole di quello che è, e secondo me asseconda questa sregolatezza. Usa l’alcol per tenere a bada un cervello iper funzionale, è costretto a sedarlo, va veloce».
Ferraris lo definì “un uomo capace di rovinare tutto quello che tocca”. Ha mai corso il rischio?
«Non lo so, magari sì e non ne sono consapevole, ma in genere cerco di preservare. Vivo un momento di grazia personale, ho molto a cuore che continui».
È considerato un bello: ha mai sofferto per amore?
«Sì, certo, e più di una volta. Solo alla fine ho trovato un po’ di pace. La vita va così, poi a un certo punto i tasselli vanno a posto e sei a un punto di crescita giusto».
Gli eccessi le appartengono?
«No, ma confesso che invidio la sfrontatezza. A Ligas farebbe comodo un po’ della mia calma. Sarei disposto a tutto solo per la mia famiglia, ma si tratta di senso di protezione, non di narcisismo».
Fa l’attore, un po’ lo è, per forza.
«Non mi sento narcisista, gli attori sono costretti a esserlo. Litigo con mia moglie (Cristina Marino), che è rigorosa: “Lavori con la faccia e non fai la minima attenzione”, la cura è tutto. Lei ci tiene molto».
È vero che è la sua allenatrice?
«Da sempre, bisogna volere il meglio dall’altro. Invecchiare in salute è fondamentale. Abbiamo due figli: compio 48 anni ad aprile, lei ne ha 35 e ne dimostra meno».
Ha detto che la sua fortuna, nella vita, è stata incontrarla. Ha capito subito che era la donna della vita?
«Dalla prima battuta, non conoscendola, ho sentito che fosse la persona giusta. Poi la vita è fatta di prove: fai i primi viaggi e non puoi sapere se ci andrai d’accordo. La nostra complicità non ha smesso di crescere, è meglio del primo giorno, cosa molto rara. È la mia persona preferita».
Nella serie girate una scena intima insieme.
«Fare sesso con la moglie è molto più semplice che con una sconosciuta. Poi non è che abbiamo fatto cose turche... Non mi vergogno di baciarla anche se siamo tra la gente, a una cena».
Con “Doc” è entrato nel cuore di milioni di spettatori: cosa ha significato per lei?
«Speravo che mi succedesse. Il mio obiettivo era quello. Suscitare l’affetto del pubblico dà senso a un mestiere che a volte un senso non ce l’ha. È egoriferito».
Tanti ruoli di uomini ideali: non teme critiche per Ligas?
«No. Sono pronto a tutto. Non si può piacere a chiunque, Ligas è scorretto ma a me la serie sembra divertente. Girerei volentieri la seconda stagione».
Cosa pensa di Vanessa Scalera che ha lasciato Imma Tataranni?
«Doc 4 uscirà in autunno e ne sono orgoglioso. Non ne faccio una questione di restare imprigionati nel ruolo, comanda la storia: se hai raccontato tutto quello che potevi, la serie deve finire. Visto l’affetto, devi offrire una trama all’altezza. Se no, non ha senso. Nella quarta stagione ci siamo riusciti, vediamo se ci riusciremo nella quinta. Intanto il primo aprile dal Teatro Nazionale di Milano riprendo È questa la vita che sognavo da bambino?».