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 2026  marzo 04 Mercoledì calendario

Vertice a palazzo Chigi su armi e allarme energia. Il governo studia le misure

Un altro vertice di emergenza. Il terzo in quattro giorni. Giorgia Meloni riunisce di nuovo lo stato maggiore del governo a palazzo Chigi per fare il punto sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. La linea: massima attenzione, ma nessun allarmismo.
I problemi, però, non mancano. Si parte dalle misure per garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dal conflitto. Affiancata dai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, la presidente del Consiglio ne discute insieme al vicepremier Antonio Tajani e al ministro della Difesa Guido Crosetto. Allo studio dell’esecutivo c’è anche un decreto per eventuali aiuti militari ai Paesi diventati bersaglio dei missili iraniani.
Ma prima delle singole contromisure, viene la strategia. L’esito del vertice è sintetizzato da un ragionamento di Tajani. Recita così: «Condanniamo l’azione dell’Iran contro i Paesi del Golfo e riteniamo inaccettabile che possa avere la bomba atomica, ma speriamo che si possa raggiungere un accordo». Per Roma non è scontato che il regime di Teheran cada, ma – è il senso del ragionamento del ministro degli Esteri – con un’intesa diplomatica si ridurrebbero le conseguenze per l’Italia. Un atteggiamento prudente, anche rispetto alla posizione della Germania di Merz, e non di certo in sintonia con l’aggressività di Trump.
Le questioni da affrontare per il governo italiano non finiscono qui. All’incontro a Chigi è presente pure il titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Non a caso. Il tema della sicurezza energetica, infatti, si intreccia con quello bellico: il nervosismo dei mercati è legato proprio ai disordini sul campo. L’anello di congiunzione è rappresentato dai prezzi in aumento di gas e petrolio. Perciò il vertice si allarga. Al tavolo arrivano gli amministratori delegati di Eni e Snam, Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi. Anche in questo caso – insiste la presidente del Consiglio – non bisogna lasciarsi andare a toni catastrofici. Ma subito dopo aggiunge che non per questo bisogna abbassare la guardia. Parola d’ordine: monitorare le riserve e le forniture di gas. Anche per capire come e quando intervenire a valle, con l’obiettivo di mitigare l’impatto su cittadini e imprese.
La nota diffusa da palazzo Chigi al termine del vertice esplicita il ragionamento: oltre all’analisi «dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia» si è discusso anche «delle possibili azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo». Il condizionale è d’obbligo. La premier ha chiesto misure «ad horas», ma dai ministeri economici trapela prudenza. Servono soldi, tutti da cercare, oltre che misure in grado di intercettare le esigenze di imprese e famiglie, anch’esse non decifrabili con precisione se non all’interno di ragionamenti ampi, dall’aumento della benzina alle possibili ripercussioni sulle bollette.
Le opposizioni intanto incalzano il governo. La leader del Pd, Elly Schlein, rilancia il salario minimo e chiede di abbattere il costo dell’energia, separandolo da quello del gas. Insieme a 5 stelle, Avs e Italia Viva, i dem chiedono a Meloni di riferire alle Camere. Matteo Salvini si espone per la premier: «Sarà in Parlamento». Ma poi si corregge: «Il governo sta già informando il Parlamento sulla crisi internazionale». Il leader della Lega non rinuncia a tirare l’ennesima frecciatina al presidente francese Emmanuel Macron: «Parla di scudo atomico allargato? Quello che dice per me conta zero». Parole piccate. Espressione di un disordine anche nelle alleanze con i partner europei.