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 2026  marzo 04 Mercoledì calendario

Il caos dei viaggi, 2 milioni a terra. I danni al turismo già a 5 miliardi

Il conflitto in Medio Oriente ha cancellato i voli di (almeno) 2,3 milioni di passeggeri in quattro giorni, è già costato alle compagnie aeree (soprattutto a quelle del Golfo) un paio di miliardi di dollari – tra mancati ricavi dai biglietti, costi per sistemare i viaggiatori bloccati in giro per il mondo e minori introiti dal trasporto merci – e circa cinque miliardi al settore turistico di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita. E non sono nemmeno cifre finali, dal momento che prosegue il blocco dei movimenti aerei mentre i turisti disdicono le prenotazioni per i viaggi nell’area previsti nelle prossime settimane a ritmi che non si ricordavano dai tempi dello scoppio della pandemia.
I collegamenti aerei
Tutti i voli di Emirates da e per Dubai restano sospesi almeno fino alle 23.59 di oggi (le 20.59 in Italia), quelli di Etihad Airways da e per Abu Dhabi fino alle 14 di domani. Per sapere quando riprenderanno i collegamenti di Qatar Airways su Doha, bisognerà attendere stamattina.
Tre aviolinee che negli anni hanno drenato traffico alle rivali europee, asiatiche e nordamericane, tanto da far transitare ogni giorno 140 mila persone sui loro hub (esclusi coloro la cui destinazione finale è una di queste città). E non è un caso se il conflitto si è trasformato in una delle più significative interruzioni del trasporto aereo: secondo i dati forniti dalla società specializzata Cirium, nel 2025 un terzo delle persone che ha volato tra Europa e Asia è transitato in Medio Oriente.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno aperto alcuni «corridoi» aerei – in coordinamento con i Paesi del Golfo – in quello che viene visto come un primo (piccolo) segnale di riapertura. Ma l’intera zona resta vietata o sconsigliata almeno fino al 6 marzo, sostiene l’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Quando la circolazione riprenderà, ci vorrà tempo per smaltire l’arretrato.
Gli esperti segnalano che del blocco provvisorio delle «big 3» mediorientali stanno approfittando le rivali vicine – come Turkish Airlines, Saudia e le asiatiche —, che in questi giorni vedono un’impennata delle prenotazioni sulla direttrice Europa-Asia.
Gli alberghi
I lanci di razzi e di droni armati stanno causando cancellazioni dell’80% delle prenotazioni delle stanze degli hotel del Golfo per le prossime due settimane, sostengono gli addetti ai lavori. Date le esperienze passate dell’area, i viaggiatori, insomma, navigano a vista. Quello alberghiero è un pilastro delle economie locali. A Dubai ci sono circa 155 mila camere, a Doha poco meno di 42 mila, ad Abu Dhabi oltre 34 mila, stando ai documenti ufficiali. Secondo i dati di CoStar, il prezzo medio giornaliero per una stanza tra dicembre e gennaio è stato di 199 euro ad Abu Dhabi, 245 euro a Dubai, 115 euro a Doha. Ogni giorno gli introiti da questa voce sono di almeno 39 milioni di euro.
Le crociere
Ci sarebbe l’impatto della guerra anche su un segmento limitato e altamente remunerativo, quello di chi si muove per questioni di lavoro, ma su questo tema è difficile fare stime attendibili. Di certo danni significativi li sta subendo anche la crocieristica. A livello regionale, il mercato del Medio Oriente ha accolto oltre 2 milioni di persone nel 2025, con più di 300 mila scali portuali in destinazioni come Dubai, Abu Dhabi, Doha, Aqaba e Salalah. La sola regione del Mar Rosso ha attratto circa mezzo milione di passeggeri nel 2025.
Le mosse future
La crisi dei trasporti e del turismo potrebbe offrire più di qualche opportunità agli stranieri. Eddy Pieniazek, capo di Ishka Advisory, ritiene che l’interruzione possa essere di breve durata, con un «graduale ritorno alla normalità operativa». «A seconda della durata dell’interruzione, le tre grandi compagnie aeree del Golfo potrebbero dover incentivare il traffico e il turismo per tornare ai livelli normali, cosa che potrebbe avvenire relativamente rapidamente attraverso strutture tariffarie competitive», sostiene in una nota. Questo significa che per «riprendersi» i viaggiatori a Dubai, Doha e Abu Dhabi presto torneranno a comportarsi come agli inizi: offrendo per un po’ voli e hotel a prezzi convenienti