Corriere della Sera, 4 marzo 2026
Trump: «Ho spinto io per l’attacco»
I nuovi leader che gli Stati Uniti avevano «in mente» come successori di Khamenei in Iran sono morti. «Avevamo un altro gruppo, ma pure loro potrebbero essere morti». E adesso ci sarà il terzo gruppo ma «presto non conosceremo più nessuno». Trump parlava ieri nello Studio Ovale, affiancato da Friedrich Merz. Più tardi, ha iniziato a circolare la voce dell’elezione di Mojtaba Khamenei, figlio del’ayatollah ucciso.
Il presidente americano immagina «qualcuno dall’interno» dell’Iran come la persona più adeguata a prendere il potere dopo l’Operazione Furia Epica. Il principe Reza Pahlavi è una «brava persona», ma meglio «qualcuno che sia attualmente popolare là». Ha elogiato il «Modello Venezuela» e ha criticato la gestione dell’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein. Lo scenario peggiore in Iran? «Che prenda il controllo qualcuno malvagio quanto i predecessori. Potrebbe succedere. Non vogliamo».
Trump non ha escluso di inviare truppe di terra, ma nessuno crede che parli di soldati americani. Ha parlato con i leader curdi e con gruppi di opposizione curdi iraniani; sembra aperto ad appoggiare l’ipotesi di milizie armate per rimuovere il regime, secondo fonti del Wall Street Journal. Quando Israele ha bombardato l’Iran occidentale, ha fatto pensare che stia preparando il terreno a una avanzata curda. Ieri il canale tv britannico Itv diceva che migliaia di miliziani curdi sarebbero pronti a iniziare «operazioni via terra» in Iran nei prossimi giorni. E la Cnn, citando fonti curde, sostiene che la Cia starebbe lavorando per «armare» i combattenti.
Trump è tornato sulle motivazioni dell’attacco. Alla domanda se «Israele abbia forzato la mano sulla tempistica», ha replicato che casomai potrebbe essere stato lui «a forzare la mano a Israele» poiché credeva che l’Iran stesse preparando un attacco immediato. «Stavamo negoziando con questi pazzi ed era mia opinione che avrebbero attaccato per primi se non l’avessimo fatto noi». Il presidente ha così contraddetto il suo segretario di Stato, Marco Rubio, che lunedì ha detto che gli Stati Uniti hanno attaccato perché «sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana» e temevano una violenta rappresaglia iraniana contro gli Usa. Le dichiarazioni di Rubio avevano infastidito i sostenitori Maga, che si domandano se la Casa Bianca sia stata trascinata nel conflitto da Israele.
Due alti funzionari americani in un briefing con la stampa hanno negato ieri che ci siano contatti dietro le quinte con figure del regime come Ali Larijani, anche se «10-12 Paesi si sono proposti come mediatori». Per ora «l’operazione militare deve fare il suo corso». I due funzionari hanno detto che l’atteggiamento dei negoziatori iraniani a Ginevra era «di sfida, non di compromesso» e la loro bozza di accordo «piena di buchi... come il formaggio svizzero». Quando il ministro Araghchi ha detto che «l’arricchimento dell’uranio è un diritto inalienabile» dell’Iran, gli americani hanno risposto: «Se voi credete di avere questo diritto, noi abbiamo il diritto di fermarlo, e lo faremo».
Trump tiene d’occhio il mercato dell’energia. La benzina è aumentata di 11 centesimi negli Usa: sarebbe un problema per le elezioni di midterm. Il presidente ha riconosciuto che prezzi di petrolio e gas aumenteranno «un poco» ma sostiene che dopo la guerra scenderanno e «saranno più bassi che mai». Ha annunciato che un’agenzia governativa assicurerà le navi che attraversano lo stretto di Hormuz e che è disposto a inviare una scorta della Marina alle petroliere. Ha poi detto che la Marina, l’aeronautica militare e le difese aeree iraniane sono «KO». Rubio ha spiegato che «nei prossimi giorni si percepirà un cambiamento nella profondità e intensità degli attacchi delle due aviazioni più forti al mondo, che faranno a pezzi questo regime terrorista». Trump afferma che l’America ha quantità «sostanzialmente illimitate» di munizioni «di medio e alto livello, quelle che stiamo usando» e che l’industria della difesa è stata mobilitata (criticando Biden che ne ha «date via un sacco» all’Ucraina). Grazie a questa capacità – ha scritto su Truth – le guerre si possono combattere «per sempre»: notevole capovolgimento dopo aver condannato per anni le guerre eterne. Il Wall Street Journal tuttavia scrive che i Paesi del Golfo finiranno i missili intercettori in pochi giorni.