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 2026  marzo 03 Martedì calendario

Bucci, poltrona bis all’assessore leghista: 75mila euro per la funivia ferma da anni

Uno stipendio aggiuntivo di 75mila euro l’anno (50mila fissi più 25mila variabili) per fare il subcommissario di una funivia, che però è non funzionante da otto anni. La riattivazione delle Funivie savonesi, ferme per le frane e il deperimento dei “vagonetti” che un tempo portavano merci e carbone, era stata una delle promesse elettorali dal centrodestra. A gennaio del 2025 il governatore ligure Marco Bucci, con il favore del ministero delle Infrastrutture a trazione Salvini-Rixi, aveva affidato il compito all’ex senatore leghista Paolo Ripamonti, che nella giunta ligure ha anche il ruolo di assessore.
Da allora, denuncia l’opposizione, l’unico risultato significativo sarebbe quello di aver distribuito una poltrona a un membro di peso del Carroccio in Liguria: “Fra le tante promesse della campagna elettorale di Bucci c’era anche quella del ripristino delle funivie, una promessa fatta da Ripamonti, da Rixi e persino da Salvini – attacca il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello – Invece, dopo otto anni di inattività tutto è ancora fermo, con mezzi pesanti che continuano a circolare su un’autostrada a una corsia o sulla provinciale”.
L’inaugurazione della funivia risale al 1912, la finalità quella di portare il carbone dal porto di Savona all’area industriale di Bragno, per poi essere smistato da qui verso il Nord Italia via rotaia. A occuparsene, in quei primi anni, è una società fondata con capitali belgi e francesi, Les Transports de Savone. Dal 2009 viene fondata la società Funivie Spa, che, come ricostruisce la testata Trucioli Savonesi, percepisce dallo Stato un contributo di 89 milioni di euro fino al 2032. Negli ultimi anni la gestione dell’impianto ha cominciato a generare importanti passivi, fino al 2019, quando una frana alluvionale travolge due piloni, e interrompe le attività di trasporto. Il carbone da quel momento in poi viaggia su camion.
Inizialmente il governo aveva affidato il commissariamento al governatore ligure, che però lo ha delegato a un subcommissario dopo aver preso atto che c’era bisogno di una figura che potesse seguire più da vicino il dossier. Va fatta a questo punto una premessa: il compito di gestione di un impianto, soprattutto se gravato da forte complessità, non si limita alla sua riattivazione. A Savona c’è anche un problema di sicurezza da affrontare, a prescindere che l’impianto sia attivo o no.
I problemi dell’impianto sono complessi, insomma. Secondo i critici, però, l’ultimo anno di gestione delle Funivie savonesi mostra come le promesse fatte in campagna elettorale fossero lontane dalla realtà: da una pronta ripartenza, denuncia l’opposizione, si è passati a uno scenario di crollo di alcuni vagonetti porta carbone. La polemica è esplosa nuovamente dopo la visita di Bucci in Valbormida, alcuni giorni fa. “La visita all’impianto è una beffa – commenta ancora Arboscello – A fronte di tanti annunci senza nessun risultato Ripamonti prenda atto del suo fallimento, si dimetta dall’incarico, rinunciando suo malgrado al lauto compenso di decine di migliaia di euro che percepisce da subcommissario”.