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 2026  marzo 03 Martedì calendario

Vanessa Scalera: “Con Imma Tataranni sette anni d’amore, è tempo di lasciarla”

La parrucchiera la incoraggia: «Sei tornata libera. Devi trovarti un uomo: vita nuova, capelli nuovi». Il risultato è una permanente bambola Furga, riccio fitto, che Imma Tataranni sfoggia con disinvoltura. Libera anche dall’uso della piastra, la magistrata di Matera, nata dai libri di Mariolina Venezia, si muove tra giallo e commedia, con uno sguardo ironico sul mondo femminile.
Dall’8 marzo torna su Rai 1 la serie diretta da Francesco Amato (con Massimiliano Gallo, Barbara Ronchi e la new entry Rocco Papaleo nei panni del procuratore), quinta e ultima stagione per la protagonista Vanessa Scalera. «Tutte le cose hanno un inizio e una fine, è finita pure Breaking bad», spiega l’attrice, «chi sono io per andare avanti?».
Separata dal marito, Tataranni fa molto ridere quando si rivolge alla foto del capo dello Stato Sergio Mattarella, il suo faro: «Presidente, uno ci prova sempre nella vita, no?». E quando un collaboratore le chiede se non sia opportuno che torni a casa, perché è tardissimo, si gira ancora verso Mattarella: «Me ne vado solo quando me lo dice lei». Visto il silenzio, resta.
Scalera, ha davvero di deciso di abbandonare Imma?
«Lo avevo deciso da prima, già uno o due anni fa, non mi ricordo neanche più. Poi sono andata avanti. Ma adesso il momento è arrivato».
Sa che è un personaggio molto amato dal pubblico.
«Lo so, ma ho abbandonato un sacco di cose nella vita, persone che non rivedrò mai più, e questo mi ha dilaniato. Quando muore una persona ti schianti. L’addio a Imma è diverso».
È stata il suo alter ego per un bel po’.
«Ho salutato anche altri personaggi, è come quando finisci una lunga tournée teatrale... Per sette anni ho fatto l’amore con Imma, ora la lascio».

Immaginava che questa “donna storta”, come l’ha definita, avrebbe cambiato l’immaginario femminile nella fiction?
«L’ho realizzato guardando le prime foto. Non per mettermi una medaglietta, ma una così strampalata non l’avevo mai vista. Ingenuamente, nonostante fosse destinato a Rai 1, pensavo: “Chissà, sarà un prodotto di nicchia, lo vedranno in pochi”. Struccata, vestita in quel modo».
E invece.
«Invece Imma è stata adottata dal pubblico».
Ricorda le prime reazioni?
(Ride). «Certo. “Ma tu sei più caruccia”. Quei capelli rossi alla Biscardi... Però incuriosiva. Le donne l’hanno amata, di questo sono consapevole e mi fa piacere perché esce dagli stereotipi».
C’è stato uno scambio tra Imma e Vanessa?
«Le ho dato una personalità, ha delle caratteristiche mie. L’ho aiutata a tirare fuori lati di umanità che non aveva; lei mi ha insegnato a essere irruente, tranchant, aspetti che, per forza di cose, tenevo sotto controllo. Con Imma li ho fatti esplodere».
È liberatorio interpretarla?
«Molto. Dice sempre quello che pensa senza curarsi delle conseguenze, è ironica e anche feroce con se stessa. Poi la stimo, fa la magistrata, un lavoro che ama, perché crede nella giustizia. Porta avanti le sue battaglie fino in fondo, senza pensare alle conseguenze. È onesta».
Allora perché lasciarla?
«Perché il racconto televisivo non può essere eterno e non si può tirare la corda. A Imma è successo di tutto. I personaggi si esauriscono. Nelle serie ci sono attori che stanno facendo un percorso straordinario, anche loro hanno bisogno di cambiare».
La Rai, si è capito, vorrebbe continuare: ci può essere Imma Tataranni senza Scalera?
«Sono argomenti che non mi riguardano. Dovevo fare solo due stagioni, ci dovevamo fermare alla terza. Siamo alla quinta, bisogna fermarsi».
A casa che cosa hanno detto?
«I miei sono tranquilli, comprendono la scelta, non mi hanno bombardato».
La scena che porta nel cuore?
«Quella della prima puntata, quando Imma trova un dito nel mare. Era tanto l’entusiasmo e la felicità di iniziare questa avventura, che non sentivo il freddo. Si gelava e stavo a mollo».
Il futuro è il cinema?
«Deve uscire Il Dio dell’amore di Francesco Lagi, poi il film di Rocco Papaleo, Il bene comune, e giro il nuovo film di Edoardo De Angelis Il fuoco che ti porti dentro con Lino Musella, dal romanzo di Antonio Franchini, che mi ha folgorato. Un ruolo incredibile e la soddisfazione di interpretare un’altra donna napoletana. Amo Napoli, nutro un rispetto enorme che ho pensato: quanto sarei voluta rinascere napoletana».