ilgiornale.it, 2 marzo 2026
"Aumenteremo le atomiche, lavoreremo a un missile a lungo raggio": il piano nucleare di Macron
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato le sue modifiche alla dottrina nucleare della Francia, dalla base sottomarina di Île Longue. Il luogo scelto per il discorso, sede dei quattro sottomarini armati con armi nucleari— sottolinea come i presidenti francesi hanno a disposizione anche la forza nucleare in un mondo sempre più instabile.
“Ho ordinato di aumentare il numero di testate nucleari nel nostro arsenale... non comunicheremo più le cifre relative al nostro arsenale nucleare”, ha annunciato Macron. Il presidente francese ha anche segnalato che la Francia potrebbe schierare risorse nucleari all’estero per la prima volta nell’ambito di una nuova strategia di “deterrenza avanzata”.
La Francia mantiene oggi un arsenale nucleare di meno di 300 testate, una soglia stabile dal 2008, quando l’allora presidente Nicolas Sarkozy annunciò una riduzione “modesta ma significativa”. Oggi, sotto la guida di Macron, Parigi ribadisce che quella forza è sufficiente a infliggere “danni assolutamente inaccettabili” ai centri nevralgici politici, economici e militari di qualunque Stato minacci gli “interessi vitali” francesi – “quali che siano”.
Ma nel linguaggio volutamente ambiguo della deterrenza, qualcosa si muove. Fonti dell’Eliseo parlano di “evoluzioni sostanziali”, mentre in Europa cresce il dibattito su una possibile estensione della protezione nucleare francese oltre i confini nazionali. Sullo sfondo, l’incertezza legata alla futura postura degli Stati Uniti e le nuove tensioni strategiche con Russia e Cina.
La deterrenza francese si fonda su due pilastri: la componente sottomarina (i sottomarini lanciamissili balistici della classe Triomphant) e quella aerea, affidata ai caccia Rafale armabili con missili nucleari ASMP-A. Macron ha finora confermato la dottrina tradizionale: un arsenale “strettamente sufficiente”, indipendente e sotto esclusiva autorità presidenziale. Tuttavia, nel 2020, il presidente aveva chiarito che gli “interessi vitali” della Francia hanno anche una “dimensione europea”, aprendo a consultazioni con partner dell’Unione.
“Per essere liberi, dunque, bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna essere potenti. Questo aumento del nostro arsenale ne è la dimostrazione”, ha tuonato il titolare dell’Eliseo. L’ombrello nucleare francese sarà esteso anche ai Paesi europei, a cominciare dalla Germania, ma Macron ha precisato che “non ci sarà nessuna condivisione della decisione ultima” che resterà nelle mani della Presidenza francese. Tutto avverrà in totale trasparenza verso Washington e in collaborazione con il Regno Unito, promette.
L’Europa cerca una “seconda assicurazione” nucleare
L’apertura francese trova ascolto soprattutto nel cancelliere Friedrich Merz, che ha confermato “colloqui iniziali” con Macron sulla deterrenza nucleare, ipotizzando persino che velivoli dell’aeronautica tedesca possano, in teoria, trasportare bombe nucleari francesi.
La riflessione nasce da un interrogativo cruciale, ossia quanto è affidabile l’ombrello nucleare statunitense. Durante la presidenza di Donald Trump, l’approccio transazionale verso la NATO e le dichiarazioni sull’onere della difesa europea hanno alimentato dubbi nelle capitali del continente. Anche con l’amministrazione attuale, la prospettiva di un ritorno di politiche più isolazioniste a Washington resta uno scenario considerato realistico dagli strateghi europei.
Per diversi governi UE, un coinvolgimento nella deterrenza francese rappresenterebbe una “seconda polizza assicurativa” contro l’eventualità di un disimpegno americano. Tuttavia, una simile evoluzione solleverebbe interrogativi giuridici (compatibilità con il Trattato di non proliferazione), politici (consenso interno) e strategici (reazione russa).
Il dibattito francese si inserisce in un contesto globale segnato da una crescente instabilità nucleare, aggravata alla nuova crisi mediorientale. A ciò si aggiunge una Russia che ha sospeso la partecipazione al New START e intensificato la retorica nucleare nel contesto della guerra in Ucraina. E ancora, una Cina sta ampliando rapidamente il proprio arsenale strategico, secondo valutazioni della difesa occidentale.
Nel frattempo, la NATO ha riaffermato la centralità della deterrenza nucleare come elemento fondamentale della sicurezza euro-atlantica, mentre negli Stati Uniti prosegue la modernizzazione della triade nucleare. In questo scenario, la Francia – unica potenza nucleare dell’Ue dopo la Brexit – si trova in una posizione cruciale.