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 2026  marzo 02 Lunedì calendario

La versione di Schettini: “Voti per i like? Rivendico libertà d’insegnamento. Ma ho rimosso i video”

Se si volesse trasformare in principi della fisica ciò che è successo a Vincenzo Schettini nelle ultime settimane, si potrebbero utilizzare quelli “della teoria del caos”. È lo stesso professore influencer a suggerire la similitudine. Dopo giorni di silenzi, polemiche, parodie e dubbi, il volto noto della “Fisica che ci piace” ha risposto agli attacchi, dando la sua versione dei fatti nel programma Le Iene.
Il professore ha voluto spiegarsi in tutto e per tutto, a cominciare dai 104 video che ha ammesso di aver rimosso. “Mi sono fatto prendere dal panico – ha detto – ho pensato che potesse essere un modo per spegnere una parte della polemica, ma sono stato ingenuo: dovevo capirlo che un’ora dopo qualcuno se ne sarebbe accorto. È stata una sofferenza rimuovere quei video, perché sono i più belli della mia didattica, fanno capire che la scuola è bella”.
Ma nel servizio in onda ieri sera su Italia 1 si parte proprio da quel principio: il canale YouTube, che oggi conta oltre 900mila iscritti, è nato sulla falsariga di quello di una docente americana. Schettini, affascinato da quel metodo didattico, ha deciso di iniziare a sperimentare e di proporlo anche alle sue classi. E i video su YouTube da guardare fuori dall’orario delle lezioni? “Erano dei compiti a casa che loro dovevano fare – ha spiegato – però non c’era nessuna forma di costrizione. Esiste la libertà di insegnamento”.
Il professore ha poi dato una lezione di “fisica della vitalità": “Un video per andare virale ha bisogno di decine di centinaia di migliaia di interazioni, ma questo io lo so oggi, ai tempi stavo sperimentando”. Sulla questione dei voti in più Schettini non ha esitato a confermare che sia tutto vero: “È libertà didattica. L’incentivo era voluto, a patto che studiassero. Era un doposcuola che facevo senza chiedere una lira”. Sul tema della monetizzazione, invece, il professore ha parlato con dati alla mano: nel 2016, con circa 4mila visualizzazioni, i guadagni risultano pari a zero. Nel 2017, un anno e 30mila visualizzazioni dopo, poco più di 8 euro. Infine, nel 2018, con 181mila visualizzazioni, circa 175 euro: “Negli anni delle dirette o non monetizzavo, o monetizzavo una cifra ridicola”.
Insomma, “questo è il mio metodo didattico – ha concluso – che dati alla mano ha avuto risultati meravigliosi. Quando qualcosa funziona, funziona per tutto. Non sono diventato famoso a spese dei miei studenti, ma con i miei studenti. Loro hanno vissuto con me questa rivoluzione, questa scuola che cambia e che ha coinvolto tantissime persone”.