la Repubblica, 2 marzo 2026
Iran, la Farnesina attiva la task force: “Cinquanta uomini al lavoro, aumentate le linee telefoniche”
Non ci sono militari italiani coinvolti, né civili, negli attacchi in Medio Oriente», ha assicurato ieri il ministero degli Esteri. La “task force Golfo”, creata per aiutare il rientro degli italiani, per offrire informazioni a chi è rimasto bloccato, rasserenare le famiglie con parenti in viaggio, è composta da cinquanta persone. Molti connazionali, da Dubai, da Amman, raccontano, tuttavia, di non riuscire a entrare in contatto né con la Farnesina né con le ambasciate più vicine.
«Abbiamo raddoppiato gli uomini dedicati al servizio», spiega il ministero, «e incrementato il numero delle linee telefoniche nel consolato di Italia a Dubai». La direzione generale degli italiani all’estero sta lavorando con l’unità di crisi. E il ministro Antonio Tajani, dopo una riunione la mattina con gli ambasciatori del Golfo, ha detto: «Il personale risponde direttamente ai telefoni e coordina il lavoro delle nostre ambasciate nell’area. Stiamo provando ad assistere tutti gli italiani che vivono o sono di passaggio, turisti e no, in Medio Oriente e nell’area del Golfo».
Negli Emirati arabi, formati da sette stati, vivono 20.000 connazionali. Tajani ha spiegato che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi. «Seguo minuto per minuto l’evolversi della situazione».
La sala dell’unità di crisi della Farnesina è aperta 24 ore su 24. «Cerchiamo di raggiungere i connazionali in ogni modo, è chiaro che ci sono decine di migliaia di telefonate che arrivano al ministero. Il lavoro è abbastanza complicato e qualcuno può non avere la risposta immediata. Ci sono casi particolari, chi chiede informazioni per partire, chi ha bisogno di medicinali. La situazione più difficile, per numero di italiani e incertezza, è quella a Dubai e a Abu Dhabi. «L’obiettivo è rassicurare le famiglie italiane che hanno parenti che vivono lì o sono in viaggio. I connazionali presenti in quelle zone sono tutti ospiti di alberghi di cui non devono pagare la stanza».
L’Oman sta chiudendo la frontiera per tutti coloro che non sono omaniti, ed «è consigliabile restare a Dubai». Ancora, «non registriamo problemi per i nostri cittadini in Pakistan, dove si segnalano molte manifestazioni degli sciiti e dove c’è stato un attacco all’Articolo La Repubblica ambasciata americana». A Teheran non risultano italiani che devono lasciare il Paese, soltanto un cittadino nazionale ha passato la frontiera con l’Azerbaigian ed è stato imbarcato su un volo per Milano Malpensa.
Oggi alle 15 informativa del ministro Tajani al Senato, in commissione Esteri.