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 2026  marzo 01 Domenica calendario

Quanto è divertente leggere «uffa»

Quando nel novembre 1974 Mario Spagnol decide di pubblicare il libro di Giovanni Gandini sui giocattoli degli anni 30 e 40 proponendolo come «la prima guida al modernariato», secondo il suggerimento di Umberto Eco, per Gandini significava dare alla luce il catalogo di una sua personale Wunderkammer.
Il mondo del titolo evoca la varietà di oggetti che il libro presenta, ma per Gandini era un chiaro riferimento al gioco popolare che si faceva per strada e nei cortili tracciando sul terreno dieci riquadri entro cui saltare con un piede solo. Del resto, il libro è una sistematizzazione di ricordi come fonti primarie di una storia che raramente si scrive, tanto che molti oggetti sono accompagnati da schede di testimonianze di amici utili a «riscoprire qualche oggetto, forse rivederlo in una luce diversa, senza rammaricarsi di averlo rotto o buttato via pensando oggi che valga molto. Il loro unico valore è dato dalla deformazione in più o in meno suggerita dalla nostra fantasia di semigrandi». Con questo libro Gandini invita il pubblico ad aggiungere, correggere, precisare in modo che «il gioco possa servire a formare qualcosa. Poi diamo tutto a un museo».
Molti degli oggetti contenuti in questo libro sarebbero poi ricomparsi nella bottega di Gandini a Milano, in via Moscova 25, con vetrina in via San Fermo. Un luogo di aggregazione, rivolto in particolare ai bambini più curiosi che l’avrebbero trovato lì per scambi e chiacchiere, mentre per visitatori adulti distratti c’era un preciso tariffario. Era, infatti, la sede di un mondo che funzionava secondo le sue regole, come del resto era stato per il nome per cui il 27 aprile 1988 aveva presentato un referendum tra amici e passanti. Tra i nomi figuravano tante evocazioni storiche, giochi di parole, riferimenti minori che risultavano però chiarissimi tra i “giocatori”: Nuovi Magazzini Bocconi, Scip-End (Chop-In), l’acchiappacitrulli, bric & brac, Arcibaldo… Negozio che si chiamerà Il Quartiere e sarà lo studio di Gandini, sempre aperto ai bambini che avrebbero potuto pagare con assegni emessi apposta da Banca orsacchiotto, Credito illimitato e Cassa di sperpero, mentre per i visitatori casuali c’era un preciso tariffario: “L. 10.000 per il solo ingresso, L. 5.000 per la semplice domanda, senza entrare (…) p.s. guardata libera (a sgratis), bussata sui vetri L. 5.000, girata di maniglia a porta chiusa L. 5.000”.
Anche per questa sua collezione Gandini redige elenchi/cataloghi dove oggetti, stampe e riviste di modernariato si affiancavano ad opere degli amici disegnatori, in testa a tutti Roland Topor. Nel negozio era possibile ordinare allo stesso Gandini uno dei suoi caratteristici topi disegnati: “per nozze, onomastici, pensierini, amore, sarcasmo, ringraziamento, protesta, affetto, scuse, nascite, noni, stanze dei bambini, merendine, inviti, fidanzamenti, sport, promozioni, moda, portafortuna…”.
Tracce di questa sua passione per i giochi si trovano nelle sue edizioni, nei memorabili giornali per bambini di tutte le età, dal «Giornalone» al numero unico «Uffa», così come nella rubrica che ha tenuto per tutto il 1980 su «L’Espresso». Appartiene a questa stessa vena ludica il timbro/dedica per la presentazione dei suoi libri “A... il mio unico vero amico”. Una frase che si moltiplicava a caleidoscopio in risposta ai tanti amici speciali di Gandini, con i quali poteva stare a chiacchierare in panchina trovando l’attimo per qualche impresa impossibile.
Tante altre cose sul conto dello scrittore, editore e disegnatore Giovanni Gandini (1929-2006) le racconteremo oggi, alle 14 (Sala Ortese), nell’incontro “Giovanni Gandini, l’uomo che ha inventato «Linus».
L’estro e la curiosità di un protagonista dell’editoria italiana”, a lui dedicato a Testo, la fiera dell’editoria contemporanea di Firenze, con Alessandro Beretta, Marta Sironi, Marco Zapparoli, Andrea Gessner. Si parlerà della Milano Libri, la libreria in via Verdi fondata dalla moglie Annamaria, insieme a Laura Lepetit e Vanna Vettori, dove nel 1965 nasce «Linus», insieme a tanti libri dedicati al fumetto e all’illustrazione per adulti. Mi piace infine ricordare l’inserto «Sommario», che la Milano Libri redigeva per «Linus»: bibliografie tematiche illustrate che avevano sempre un gusto per la raccolta, la collezione, le chiacchiere tra amici, la voglia di fare cultura incuriosendo.