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 2026  febbraio 28 Sabato calendario

Trump vuole comprarsi Cuba: "Sto trattando"

Il presidente Donald Trump ha suggerito che gli Stati Uniti potrebbero effettuare una «acquisizione amichevole»di Cuba, mentre gli Stati Uniti utilizzano un blocco delle importazioni di carburante all’isola per aumentare la pressione sulle autorità comuniste dell’Avana. «Il governo cubano sta parlando con noi. Sono in grossi guai, come sapete. Non hanno soldi, non hanno niente in questo momento», ha spiegato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca: «Forse avremo un’acquisizione amichevole di Cuba. Potrebbe benissimo finire così».
Il riferimento alla presa di controllo richiama quella che Washington ha intrapreso con il Venezuela dopo la cattura e rimozione dell’ex presidente Nicolás Maduro. Il Tycoon, con un ordine esecutivo a fine gennaio, ha bloccato tutte le spedizioni di petrolio verso l’isola, minacciando d’imporre dazi al Venezuela e al Messico, i due maggiori fornitori di greggio dell’Avana.
Minacce che hanno avuto effetto: da un mese, la storica nemesi degli Stati Uniti è alle prese con una grave crisi energetica ed economica, che ha causato una carenza di petrolio e un’impennata del costo della vita a Cuba. In particolare, il prezzo dei beni alimentari è salito alle stelle. L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di far crollare il governo, che dipende fortemente dalle importazioni di energia e cibo. Allo stesso tempo, il Segretario di Stato Marco Rubio starebbe portando avanti le trattative con i cubani.
«Rubio se ne sta occupando, e a livelli molto alti. E sapete, non hanno soldi, non hanno petrolio, non hanno cibo. E in questo momento è davvero una nazione in profonda difficoltà, e vogliono il nostro aiuto», ha confermato Trump.
Il massimo funzionario delle Nazioni Unite per Cuba ha avvertito mercoledì che la vita quotidiana sull’isola sta «diventando fragile», con crescenti pressioni sull’assistenza sanitaria, sui servizi idrici e sulla distribuzione alimentare. Giovedì, funzionari statunitensi hanno incontrato il nipote dell’ex presidente 94enne Raúl Castro, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, considerato il leader de facto del governo totalitario, a margine di una conferenza nei Caraibi a cui ha partecipato Rubio. Il nipote di Castro si ritiene che supervisioni il conglomerato delle forze armate cubane, che controlla gran parte dell’economia dell’isola.
«Potremmo benissimo fare qualcosa di buono, penso, qualcosa di molto positivo per le persone che sono state espulse, o peggio, da Cuba e che vivono negli Usa. Vogliono tornare a Cuba, e sono molto contente di quello che sta succedendo», ha concluso Trump. Il governo cubano ha istituito misure di emergenza per far fronte alla quarantena di carburante imposta dagli Stati Uniti e gli resterebbero ancora tra le sei e le sette settimane di scorte prima di cadere in un blackout di grandi dimensioni. Le dichiarazioni di Trump giungono dopo un violento scontro avvenuto mercoledì tra la guardia costiera cubana e un gruppo di cittadini statunitensi al largo delle coste cubane. Almeno quattro persone a bordo sono state uccise e altre sono rimaste ferite, arrestate e accusate di «terrorismo» contro l’isola.
Sul fronte interno, Trump ha affermato di avere diritto a un terzo mandato, vietato dalla Costituzione Usa. «Candidarmi a un altro mandato? Ne avrei il diritto, perché i democratici hanno imbrogliato a morte nel 2020, hanno truccato il voto», ha dichiarato in un discorso nel Texas. —