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 2026  marzo 01 Domenica calendario

Giudizio Universale, lavori in corso: ecco da cosa è provocata la patina bianca che lo sta coprendo

Il sudore dei turisti e il riscaldamento globale. Sono queste le cause ultime della diffusa patina bianca che si è depositata sul Giudizio Universale di Michelangelo e che ha indotto il Vaticano a una manutenzione straordinaria del celebre affresco della Cappella Sistina.
Come una cataratta
"Nel corso della manutenzione ordinaria che facciamo ogni anno”, ha spiegato Barbara Jatta, direttrice dei Musei vaticani, nel corso di una visita guidata riservata alla stampa, “ci siamo resi conto di uno strato uniforme bianco sul Giudizio Universale, una sorta di cataratta invisibile a occhio nudo. Abbiamo cercato di indagare e abbiamo scoperto che si tratta di lattato di calcio, una sostanza che non viene da dentro l’affresco ma si deposita da fuori, facilmente rimovibile perché si tratta di un sale”. La pulitura dell’affresco è sostenuta dal capitolo della Florida dei Patrons of the Arts, l’organizzazione mecenatesca che raccoglie fondi per operazioni di restauro dei Musei vaticani.
Un ponteggio velato
Il luogo dove solo a maggio scorsi si è svolto il Conclave che ha eletto Leone XIV, e dove ogni giorno passano in media dalle 17 alle 20mila persone, continuerà ad accogliere fedeli e visitatori, e un grande ponteggio copre per intero i 180 metri quadrati dell’affresco che Michelangelo realizzò tra il 1536 e il 1541, schermato da un telo che riproduce l’immagine del Giudizio. Mentre in basso i turisti osservano la volta michelangiolesca, giornalisti e operatori hanno potuto salire sul ponteggio per vedere da vicino i lavori e ascoltare le spiegazioni dei tecnici del laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani.
Il lattato di calcio
“Questo velo bianco è costituito da lattato di calcio, un composto che si forma dall’acido lattico, sostanza di origine antropica”, spiega Paolo Violini, restauratore capo del laboratorio. “La traspirazione stessa dei visitatori che affollano a lungo la Cappella Sistina interagisce con l’anidride carbonica e con il calcio presente nell’aria e a lungo andare si deposita sulla muratura”. Un fenomeno dovuto sia all’aumento dei flussi di visitatori sia al riscaldamento globale che fa aumentare la sudorazione specialmente in estate: “È probabile che il cambiamento climatico incida”, conferma il restauratore capo dei Musei vaticani, “è un fenomeno che si è verificato negli ultimi 10 o 15 anni”.
Carta giapponese
Quello in corso in queste settimane – si concluderà entro Pasqua – non è un vero e proprio restauro, come quello compiuto sul Giudizio Universale 30 anni fa, ma una “manutenzione straordinaria”, specifica Jatta. Sulla parete vengono disposti dei veli di carta giapponese, molto sottile, con un pennello viene sparsa dell’acqua deionizzata e dopo poco più di un minuto si toglie il velo. “È una tecnica efficace e non rappresenta rischi per la pittura”, spiega Violini. Per mostrare la differenza tra la situazione prima e dopo l’intervento, i restauratori hanno lasciato appositamente alcune piccole porzioni dell’affresco con la velatura salina, e spicca la differenza con la vivacità cromatica del resto della parete. All’ultimo piano del ponteggio, Fabrizio Biferali, responsabile per l’arte rinascimentale, mostra anche due piccoli quadrati quasi neri che sono stati lasciati nel 1994 per mostrare la situazione del Giudizio Universale prima dell’ultimo grande restauro. Ora, “l’intervento di pulitura sarà molto rapido, effettuato a turno da due gruppi di dieci restauratori”, dice Biferali. In tutto dovrebbe durare cinque settimane.
Fruizione e conservazione
“Non riuscivo a vedere più i colori che ricordavo dopo il restauro di 30 anni fa, all’inizio pensavo che fosse un mio problema di vista, poi abbiamo realizzato che si trattava di un sottile velo bianco”, spiega Violini. Lo strato non è visibile ad occhio nudo per la sua omogeneità: “Sulle altre pareti ci sono solo alcuni sbiancamenti localizzati, qui copre l’intera parete”. E se in altri punti della Cappella Sistina nel corso del tempo sono stati fatti interventi riparativi con piattaforme aeree a ragno, lo stesso non è stato possibile per la parete del Giudizio Universale alla cui base si trovano l’altare con i gradini. Da qui la necessità del ponteggio e dell’intervento straordinario. Solo l’anno scorso la stima è che siano entrati in Cappella Sistina poco meno di sette milioni di visitatori. “Dobbiamo trovare un equilibrio tra fruizione e conservazione”, spiega Barbara Jatta.