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 2026  febbraio 28 Sabato calendario

Mélenchon e la battuta «antisemita» sul finanziere

«Il caso Epstein? Ah no, volevo dire Epstin, scusate, Epstin suona più russo. Quindi ora direte Einstin invece di Einstein, Frankenstin invece di Frankenstein. Ecco, adesso tutti hanno capito come bisogna fare», ha detto sul palco Jean-Luc Mélenchon, tra le risate di duemila simpatizzanti, giovedì sera al comizio di Lione. Una battuta che era passata inosservata due settimane fa a Montpellier, e che invece stavolta è stata filmata, rilanciata sui social media e diventata l’occasione di nuove accuse di antisemitismo contro il fondatore del partito La France Insoumise (ormai classificato di estrema sinistra, con sentenza del Consiglio di Stato).
Il suffisso «stein» ricorre spesso nei cognomi ebraici, e Jeffrey Epstein era ebreo. Sottolineando la pronuncia Epstin scelta da molti giornalisti, Jean-Luc Mélenchon riprende le tesi del pluricondannato per antisemitismo Alain Soral, che da tempo nei suoi canali web sostiene che dire Epstin serve a mascherare le origini del miliardario pedofilo. L’uscita di Mélenchon faceva parte di una lunga tirata contro i media tradizionali, che lunedì sera sono stati respinti da un conferenza stampa riservata alle nuove testate digitali. Gli ha subito risposto Yonathan Arfi, presidente del Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia): «I giornalisti non fanno che pronunciare un nome americano all’americana. Considerare questa pronuncia come una manipolazione è una follia complottista con evidenti connotazioni antisemite». Poi Marine Tondelier, leader ecologista alleata della France Insoumise e di solito più tollerante nei confronti degli eccessi di Mélenchon, si è indignata: «Non esiste, tutto è sbagliato in queste frasi, ora basta». Con il passare delle ore, praticamente tutta la classe politica francese ha espresso parole di sdegno e di condanna nei confronti di Mélenchon, compresi gli ex alti esponenti del suo partito che negli ultimi anni hanno rotto con il leader. Mélenchon ha risposto alle accuse denunciando «la reazione sconcertante» di «coloro che vedono antisemitismo» nella sua dichiarazione: «Ho solo ironizzato sulla volontà di voler usare la pronuncia Epstin per russificare il problema». Ma non è la prima scivolata di questo tipo: in passato Mélenchon ha accusato il deputato socialista ebreo Jérôme Guedj di essere «al guinzaglio delle sue adesioni» alludendo alla comunità ebraica, e sembra volere giocare sull’ambiguità per polarizzare al massimo lo scontro politico in vista delle presidenziali del 2027 che potrebbero vederlo candidato per la quarta volta. Magari in uno scontro finale contro Marine Le Pen o Jordan Bardella.