Corriere della Sera, 28 febbraio 2026
Bill Clinton si difende su Epstein
«Non avevo idea dei crimini che Epstein stava commettendo. Non importa quante foto mi mostrate... So quello che ho visto e, cosa ancora più importante, quello che non ho visto. So quello che ho fatto e, cosa ancora più importante, quello che non ho fatto. Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato». Il giorno dopo Hillary, ieri è stato il turno di Bill Clinton di testimoniare sul caso Epstein: è la prima volta che un ex presidente è costretto a farlo contro il suo volere davanti a una commissione del Congresso. «Essendo cresciuto in una casa dove c’erano abusi domestici – ha aggiunto Clinton – non solo non sarei mai salito sul suo aereo se avessi avuto sentore di quello che stava facendo, ma lo avrei denunciato io stesso e avrei guidato l’appello a fare giustizia per i suoi crimini, anziché accordi di favore».
La commissione di Vigilanza della Camera è composta da deputati di entrambi i partiti. L’ex presidente li ha incontrati nel «Centro delle arti dello spettacolo» di Chappaqua, a un’ora e mezza da New York, non lontano da casa sua, per una deposizione a porte chiuse di diverse ore, della quale ha reso pubbliche sul social X le sue dichiarazioni iniziali.
I video saranno resi pubblici nei prossimi giorni; c’è grande attesa ed è già scontro sui contenuti. Nancy Mace, una dei repubblicani nella commissione, dice che Hillary era «instabile» e «ha urlato» durante la sua deposizione; la portavoce dell’ex first lady ha replicato alla Cnn che la deputata «dice caz...te» e che semplicemente «non la facevano parlare dopo averle fatto una domanda sull’11 settembre». Hillary Clinton ha affermato in conferenza stampa che i repubblicani le avrebbero fatto domande fuori tema su teorie complottiste e gli Ufo. Un altro scontro riguarda le parole di Bill Clinton: ieri James Comer, il repubblicano alla guida della commissione, ha detto di aver chiesto all’ex presidente se crede che Trump dovrebbe testimoniare su Epstein e che avrebbe risposto: «Sta a voi decidere», aggiungendo che Trump «non ha mai detto nulla per farmi pensare che fosse coinvolto... con Epstein» (i democratici contestano questa descrizione).
L’ex presidente democratico si è lamentato che sua moglie è stata costretta a testimoniare: «Non aveva nulla a che fare con Epstein. Non si ricorda nemmeno di averlo mai incontrato». Bill invece aveva contatti significativi con Epstein dagli anni ’90 al 2002-2003. Comer ha detto che volò 27 volte sull’aereo del consulente finanziario (la Cnn dice 16) e che Hillary avrebbe confermato che Epstein visitò la Casa Bianca 17 volte, mentre ha risposto «Chiedete a mio marito» a proposito del coinvolgimento nella Clinton Global Initiative e nella Fondazione Clinton. Ci sono foto di Bill con Jeffrey, con Ghislaine Maxwell e altre donne. Ci sono le foto in jacuzzi, ma Clinton avrebbe negato di aver avuto rapporti sessuali con la donna fotografata insieme a lui. L’ex presidente sottolinea che i rapporti col finanziere si interruppero prima della sua condanna nel 2008.
Alcuni democratici erano pronti a punire i Clinton per oltraggio al Congresso se non avessero testimoniato, ma ora vogliono che questo sia un precedente per fare testimoniare Donald e Melania Trump. Potranno farlo solo se strappano il controllo della Camera ai repubblicani alle elezioni di midterm a novembre. Trump ha ripetuto ieri di «essere stato totalmente scagionato» e di essere dispiaciuto che Bill abbia dovuto testimoniare. Il prossimo? Potrebbe essere il segretario del Commercio Howard Lutnick: anche alcuni repubblicani vogliono sentirlo. Aveva detto di aver tagliato i contatti con Epstein, ma è emerso che ha visitato l’isola. Allora ha detto che c’è andato con la moglie e i figli, ma nei file c’è una foto in cui appare sull’isola con Epstein e un gruppo di uomini.