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 2026  febbraio 28 Sabato calendario

Il conducente: «Sono stato male». Aveva saltato l’ultima fermata

La prima ipotesi è quella di un malore. Per la dinamica dell’incidente e per quel che mostrano i video – in particolare quello della dashcam di un tassista che riprende lo schianto —, ma anche perché è stato lo stesso tranviere a confidarlo prima ai colleghi e poi agli investigatori: «Mi sono sentito male». Lo ha fatto dal letto del pronto soccorso dove è stato ricoverato in codice verde. Nonostante l’impatto devastante della cabina, prima contro un albero poi contro il muro del palazzo, nello schianto ha riportato solo qualche contusione.
Sessantuno anni, in Atm dal 1991 e molto vicino alla pensione, era montato di servizio da un’ora. Temperamento pacato e guida prudente. Un veterano dei binari, un vero «manetta», come a Milano venivano affettuosamente chiamati i conducenti dei vecchi tram sferraglianti. «Uno davvero tranquillo, che non si arrabbia mai e si fa scivolare tutto addosso». Insomma, un tipo «rassicurante». Anche per questo i colleghi non si capacitano del disastroso incidente di ieri pomeriggio.
Il suo nome nelle prossime ore sarà iscritto nel registro degli indagati nel fascicolo aperto in procura dalla pm Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola per omicidio colposo e lesioni. Un atto necessario per procedere con la seconda fase delle verifiche degli investigatori.
A cominciare dalle analisi del traffico dati e voce del suo cellulare (sequestrato) per verificare che non fosse in uso al momento dello schianto. Ma anche per quelle alla «scatola nera» presente sul Tramlink e delle telecamere di bordo. La Procura dovrebbe poi affidarsi nelle prossime ore a un consulente tecnico per l’analisi cinematica dell’impatto. In direzione del malore va anche il fatto che il tranviere abbia saltato l’ultima fermata, pochi metri prima dell’incrocio.
Un comportamento anomalo per pensare a un semplice errore: in quel punto c’è anche il semaforo (anche se sembra che fosse verde) e l’attraversamento pedonale, in più il tram sarebbe arrivato alla massima velocità di servizio, quindi senza alcun rallentamento. Elementi che quindi rafforzano l’ipotesi che il 61enne non fosse lucido in quel momento. Per fugare ogni dubbio, gli investigatori della polizia locale, diretti da Gianluca Mirabelli, hanno sottoposto come il conducente agli esami per la ricerca di alcol e droghe nel sangue. In ospedale sono stati effettuati anche accertamenti clinici in cerca della possibile causa del malore, se di natura cardiaca, ischemica, o soltanto un malessere passeggero. Le prossime ore potranno chiarire il quadro.
Tuttavia gli inquirenti fino a tarda notte hanno effettuato verifiche e prove di funzionamento dello scambio: tutto è apparso regolare. Al di là della forte velocità (vicina ai 40 all’ora in quel tratto di solito) a provocare il deragliamento, il successivo impatto contro un albero e lo schianto contro il palazzo all’angolo con via Lazzeretto, è stato lo scambio in direzione di svolta a sinistra. Il Tramlink della linea 9, diretto a Porta Genova, doveva andare dritto. La svolta viene attivata solo dai conducenti del tram 1 e 33. I tranvieri una cinquantina di metri prima dello scambio attraverso un comando in cabina modificano la direzione dei binari. Un passaggio che un tempo veniva fatto a mano con un’asta di ferro (in milanese «gügia», ago) e oggi con sistemi elettronici. Il segnale di «aperto o chiuso» viene poi rilanciato da una «lanterna» sulla sinistra dei binari. Lo scambio, al momento dello schianto, era «girato» verso la curva dopo il passaggio del tram precedente. Il conducente del 9 avrebbe quindi dovuto attivarlo ma non lo ha fatto. Per questo il convoglio ha «deviato» forzatamente dal suo percorso e ha svoltato troppo velocemente verso via Lazzaretto, uscendo dai binari e proseguendo la sua corsa fuori controllo.
Altra verifica tecnica al centro delle indagini, proprio per escludere malfunzionamenti, quella sui sistemi di sicurezza automatici. Come il meccanismo dell’«uomo morto», simile a quello sui treni, che in caso di malore blocca la corsa. Ma anche sul commutatore di velocità, cioè l’acceleratore, che somiglia alla cloche degli aerei. Nei giorni scorsi in quel tratto c’erano stati lavori ai binari, ma sembrano escluse correlazioni.