Avvenire, 27 febbraio 2026
Francia, ventimila nuovi catecumeni
Nella maggior parte delle diocesi francesi si è celebrato domenica scorsa l’Appel décisif – Rito di elezione in italiano – che segna l’inizio dell’ultima tappa del cammino dei catecumeni verso i sacramenti dell’iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima ed Eucaristia, che riceveranno durante la prossima Veglia pasquale. Si tratta di un passaggio che un tempo scivolava via quasi inosservato, raccontato tutt’al più da pubblicazioni cattoliche locali. L’anno scorso, però, ha attirato l’attenzione dei media francesi nazionali e non solo. Il motivo è noto: l’aumento costante, negli ultimi dieci anni, delle richieste di diventare cattolici da parte di adolescenti e adulti, una crescita che, dal 2023, ha conosciuto un’accelerazione fino a trasformarsi, nel 2025, in un vero e proprio boom.
Nel 2015 i battezzati al seguito di un catecumenato erano stati poco meno di 4.000 in tutto il Paese. L’anno scorso sono stati 17.800, di cui 10.384 adulti e oltre 7.400 adolescenti: il 48% in più rispetto al 2024. Per il 2026 i dati definitivi non sono ancora disponibili – in alcune diocesi, anche di grande rilievo come Lione, l’Appel décisif si celebrerà domenica prossima – ma i numeri che arrivano progressivamente dalle diocesi di varie regioni delineano già una tendenza chiara.
A Metz, nel nord-est, si è passati da 154 a 190 catecumeni (+23%). A Nîmes, nel sud-est, da 100 a 149 (+49%). A Nizza, in Costa Azzurra, da 194 a 207 (+7%). Ad Annecy, in Alta Savoia, da 190 a 250 (+31%). A Clermont-Ferrand, nel centro del Paese, da 99 a 128 (+29%). Spostandosi a ovest, a Nantes, si è passati da 170 a 223 (+31%). A Rennes, da 199 a 264 (+32%). A Rouen, da 120 a 131 (+9%). E andando verso la capitale, a Versailles i catecumeni quest’anno sono 835, a fronte di 670 l’anno scorso (+24%), mentre a Parigi sono passati da 671 a 788 (+17%).
Quello che si profila è quindi un nuovo aumento, a due cifre, che, se sarà superiore al 12% come pare, porterà il numero dei catecumeni a superare la soglia dei 20.000. Un numero sempre più sorprendente, che continua a interrogare molti osservatori, dentro e fuori la Chiesa.
L’arcidiocesi di Parigi, insieme alle altre diocesi della provincia ecclesiastica, ha avviato lo scorso 25 gennaio un percorso di riflessione e consultazione in risposta all’aumento dei catecumeni, che prevede diversi appuntamenti fino alla seconda metà del 2027. Il primo nel suo genere.
Benoît Bertrand, vescovo di Pontoise, diocesi suffraganea di Parigi, intervistato dal settimanale diocesano Paris Notre-Dame, ha parlato della sua esperienza. «Quando ero vescovo di Mende, una delle diocesi più piccole di Francia – ha raccontato il presule, che è anche vice-presidente della Conferenza episcopale francese – avevo già constatato un leggero aumento dopo gli anni del Covid, circa venti catecumeni all’anno; e già gioivamo per i venti che il Signore ci donava. Nominato a Pontoise nel giugno 2024, sono rimasto colpito dal numero di catecumeni e neofiti; ho ricevuto non decine, ma centinaia di lettere di richiesta di Battesimo, circa 400 per gli adulti e più o meno altrettante per i giovani quest’anno, che testimoniavano una grande diversità di provenienze, età e contesti sociali».
«Nel giro di cinque anni, se questo fenomeno continua – ha proseguito il presule – porterà a una vera trasformazione delle nostre comunità cristiane. Ci sono anche buone probabilità che il catecumenato, che in precedenza era un servizio parrocchiale secondario, diventi il fulcro della vita pastorale. Molte iniziative ruoteranno attorno a questi neo-battezzati. Ci saranno, almeno nelle nostre diocesi dell’Île-de-France, quelle che alcuni chiamano “periferie invertite”. Sono loro che ci evangelizzeranno. Le periferie vengono incontro alle comunità cristiane e finiscono per trasformare i cuori. Tutti coloro che accompagnano i catecumeni ne sono già testimoni. Dio dona a ciascuno pensando a tutti; ognuno ne trae beneficio. E questa sarà una delle sfide del consiglio provinciale: accogliere e accompagnare i catecumeni e i neofiti, per poi trasformare i cristiani e le comunità».
La crescita dei catecumeni non basta a compensare l’arretramento del corpo ecclesiale che si è verificato negli ultimi vent’anni (i Battesimi nei primi mesi di vita erano circa 400mila nel 2000 e oggi sono la metà, cioè solo un terzo dei bambini che nascono oggi in Francia viene battezzato), ma rappresenta un’immissione di energia spirituale del tutto speciale, quella dei neofiti, che si fa già sentire. «Vento di giovinezza sul cattolicesimo francese» è il titolo del lungo reportage che Le Figaro Magazine ha dedicato al tema nel suo ultimo numero, con tanto di copertina, a firma di Guyonne de Montjou. In esso Guillaume Cuchet, professore di storia contemporanea alla Sorbona, fa notare che «quando si arriva alla terza generazione di distacco dalla fede, c’è una sorta di ridistribuzione delle carte. Si è liberi di riscoprire un’eredità. Questi giovani che varcano la soglia del cristianesimo non hanno più bisogno di opporsi ai loro “anziani”, poiché sono neutri, come i loro genitori hanno voluto: non battezzati, non orientati. È dunque una scelta totalmente libera la loro».
Per Charles Mercier, anche lui docente di storia contemporanea, ma all’università di Bordeaux, i giovani francesi convertiti «mostrano una capacità di ritradurre il messaggio cristiano in forme contemporanee e, allo stesso tempo, amore per la liturgia e un’ortodossia dottrinale piuttosto solida».
Intanto il «vento di giovinezza» sembra voler visitare anche altre terre francofone. «Il numero di adulti che chiedono il Battesimo nella Chiesa cattolica in Belgio continua a crescere notevolmente», ha comunicato ufficialmente già il 18 febbraio la Conferenza episcopale belga, «quest’anno sono 689, il triplo rispetto a dieci anni fa e un aumento di quasi il 30% rispetto all’anno precedente».