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 2026  febbraio 27 Venerdì calendario

Francia, Mélenchon vieta conferenza stampa a Libé e Le Monde, Rsf: “Questa è censura”

Alla conferenza stampa di Jean-Luc Mélenchon di lunedì sera, nella sede parigina del X arrondissement del partito, erano stati invitati alcuni giornali online, tra cui Reporterre, Blast, l’HuffPost e Mediapart, e diversi influencer politici e youtuber, i “nuovi media digitali alternativi”, secondo l’espressione usata dal leader di La France Insoumise. Non erano stati ammessi invece i giornalisti delle testate “tradizionali”, né Le Monde, né l’agenzia France Presse, né L’Obs, né France Télévision. “Con una punta di ironia – ha scritto Libération, che figurava a sua volta tra gli esclusi – le testate bandite erano state comunque informate dell’evento a cui era stato loro negato l’accesso. Non senza un secondo fine: l’intervento poteva essere seguito in diretta sui social”. I rapporti conflittuali tra Jean-Luc Mélenchon e i giornalisti sono noti. Ma le tensioni sono cresciute ulteriormente dopo la morte del giovane militante nazionalista, Quentin Deranque, durante una rissa tra gruppi dell’ultra destra e antifa a Lione. Diversi attivisti incriminati per l’omicidio sono vicini alla Jeune Garde, movimento fondato dal deputato Lfi Raphaël Arnault che, malgrado le pressioni, non si dimette e conserva la fiducia del partito. Mélenchon accusa i giornali di una copertura parziale dei fatti di Lione che, secondo lui, alimenta il risentimento dell’opinione pubblica contro Lfi, tra l’altro soggetto a minacce, e accusato anche da esponenti politici di avere una “responsabilità morale” nel dramma. L’Express ha definito Lfi un “pericolo pubblico”. Secondo Reporter senza frontiere, selezionando i giornalisti, Mélenchon ha “violato il diritto di informazione dei cittadini”: “Al di là delle critiche mosse contro questa o quella testata, la sola linea guida deve restare il giornalismo, nei suoi principi di onestà, indipendenza e pluralismo”, ha scritto l’ong in un comunicato. Anche il sindacato nazionale dei giornalisti ha definito “preoccupante” la decisione di Lfi di “catalogare” i giornalisti, dividendoli in due campi: “I buoni e i cattivi”. Da parte sua, la portavoce del governo, Maud Bregeon, ha criticato l’atteggiamento “totalitario e complottista” di Mélenchon. Il leader Lfi ha assicurato che non ha nessun pregiudizio “anti-media”: “Sono i media che hanno un problema con me – ha detto – Io invito chi voglio”.