lastampa.it, 27 febbraio 2026
Il malcontento dei tifosi della Lazio diventa caso politico: “Finché c’è Lotito, niente voti”
Il malcontento dei tifosi della Lazio diventa un caso politico che investe la maggioranza di centrodestra. Al centro dello scontento Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente del club. La contestazione dei supporters biancocelesti, che va avanti da tempo, si è allargata invadendo le strade di Roma dove in diverse zone sono stati affissi dei manifesti con il logo di Forza Italia sbarrato e la scritta «Finchè c’è Lotito non avrete il nostro voto!».
Una protesta, quindi, che va avanti e che fa seguito alla decisione, da parte del tifo organizzato, di non entrare allo stadio Olimpico neanche nella semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma mercoledì prossimo a Roma. Il mix di calcio e politica rischia di essere esplosivo, tanto che Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera di Forza Italia, prova a smorzare l’incendio: «Ė l’ennesimo fallo proibito nei confronti del presidente Lotito. Mischiare politica e sport è la cosa più sbagliata che si possa fare. Saranno tifosi della Roma...».
Non ci sono solo i manifesti ad agitare il sonno di Lotito. Due giornalisti di fede laziale hanno lanciato qualche settimana fa una lettera aperta al presidente del club, invitandolo sostanzialmente a vendere la Lazio, a corto di successi sportivi. Una petizione che ha raggiunto le 45 mila firme, tra cui alcuni l’ex deputato dei Cinquestelle Alessandro Di Battista e il capo ufficio stampa di Giorgia Meloni, Fabrizio Alfano. Da qualche giorno i promotori, Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, stanno provando a organizzare una conferenza stampa alla Camera, ma per prenotare la sala serve la richiesta di un deputato. Che per ora non arriva, nonostante i due abbiano chiesto disponibilità agli onorevoli tifosi laziali di ogni schieramento.