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 2026  febbraio 27 Venerdì calendario

Mr. Singer va a Hollywood

È un pomeriggio veramente californiano pieno di luce e di sole quando il mio amico, l’attore ebreo-russo Snegov, mi viene a prendere con la sua macchina e andiamo agli studi cinematografici dei fratelli Warner, che si trovano a Burbank, vicino a Hollywood. Ai cancelli del regno della “settima arte” sono stazionate delle guardie, poliziotti con il revolver in tasca. Non lasciano entrare nessuno finché non si specifica di che cosa si ha bisogno e da chi si deve andare. La gente non smette di venire in of ice e di chiedere permessi. Proprio ora vedo lì ferma in piedi una donna con il figlio; la donna implora di lasciarla entrare. 
È verosimile che suo figlio sia un talento, oppure la madre pensa che lo sia e vuole farlo entrare nel regno del cinema. Ma l’impiegato allo sportello risponde che lui non può fare nulla per lei. Pare ormai abituato a queste madri e a questi bambini. Come consiglio, le dice che se tiene così tanto a visitare gli studi cinematografici può prendere il bus che mostra le attrazioni di Hollywood e fa anche il giro degli studios. La donna dice che lo ha già fatto ma le hanno mostrato gli edifici solo dall’esterno e basta. Lei però è interessata ad andare dentro. Vuole farci entrare suo figlio. Si allontana dai cancelli del regno di Hollywood delusa. Ancor più triste di lei è suo figlio, che probabilmente è stato preparato a lungo a questa visita, e forse era stato convinto in anticipo che avrebbe destato l’interesse di Hollywood. Subito dopo arriva il collaboratore del reparto letteratura a cui sono stato raccomandato e ci fa entrare nel regno. 
Finito di mangiare, andiamo a fare un giro in auto delle vie e dei vicoli dello studio, o per meglio dire facciamo il giro del mondo. Eccoci entrare in una cittadina del Midwest americano. In mezzo alla piazza sorge la chiesa; accanto c’è la statua di un generale. Poco dopo c’è la casa del dottore e dell’avvocato. Ed ecco i negozi e il ristorante, tutti costruiti in maniera solida, grandi e spaziosi, come una vera città. Poco dopo svoltiamo e siamo nell’East Side di New York. C’è la biancheria appesa ai fire escapes e ci sono i manifesti attaccati sui muri. Da Fink il fornaio è scritto a grandi lettere ebrai che “Khale per lo Shabbat” e da Zilberman il ma – cellaio è scritto “Carne kosher”; pullulano botteghe e bottegucce di tutti i tipi: sarti, calzolai, librerie religiose. In breve, siete a Orchard Street o a Hester Street. 
Attraversiamo questo quartiere che mi è familiare, dove non si vede una persona nemmeno a cercarla con il lanternino, e svoltiamo direttamente a Parigi. Gli antichi palazzi e le chiese, le insegne in francese sulle botteghe. Tutto è antico e francese. Questo settore è stato costruito per il film che è stato girato su Dreyfus, con Paul Muni nel ruolo di Émile Zola. Questo pezzo di Parigi è rimasto così da allora, qualora ce ne fosse bisogno. Da Parigi andiamo nell’East End lungo l’East River a Newark, dove è stato girato Dead End. Da lì entrate direttamente a Brooklyn in un quartiere italiano, pieno di barbers, di ristoranti, di fiorai e di case con davanti degli scalini sui quali le italiane possono starsene sedute a parlar male l’inglese e a sgranocchiare noccioline. Da lì entrate direttamente in un porto con navi e magazzini. In tutti questi quartieri sono investiti milioni di dollari. La cosa che fa più impressione sono le due enormi navi costruite per il film Sea Hawk che è ora nei cinema, e che mette in scena le battaglie navali ai tempi della regina Elisabetta d’Inghilterra. 
Alla company la costruzione di queste due navi è costata seicentomila dollari, e sono una copia identica delle navi di quell’epoca. Ci inerpichiamo su per molte scale fino a raggiungere il ponte dove centinaia di attori hanno partecipato alle battaglie. Queste due enormi navi ora sono ferme in secca. Ma quando veniva girato il film, nel punto in cui si trovano era stato creato un “mare” e le navi galleggiavano in un’acqua molto profonda. Al momento c’è ancora la macchina che crea tempeste e onde nel mare. È impossibile descrivere quanto è grande, vario e colorato il piccolo mondo che è la copia del nostro piccolo mondo e che si trova dietro le pareti di questi studi cinematografici. 
La scena delle Quattro madri (film del 1941 con Claude Reins e Priscilla Lane, ndr) che mi capita di vedere viene girata in strada. Perciò non si usano lampade ma riflettori che riflettono la luce del sole. Da copione era necessario che ci fossero alcuni alberi in un posto dove non ce n’erano. Beh, questi alberi sono stati trasportati in un baleno e sembrano radicati nel terreno. Ma se necessario, a essere trasportati non sono solo gli alberi ma anche le case, le statue e qualsiasi cosa vogliate. Mi viene mostrato che in una piazza qualche tempo fa sorgeva la casa di Marion Davies, ma quando l’attrice ha smesso di recitare per i fratelli Warner la sua casa è stata trasportata nella cittadina di Santa Monica, vicino al mare. A Hollywood circolano un’infinità di storie su quest’attrice. Prima di recitare per i fratelli Warner recitava per Mayer, ma si dice che i fratelli Warner l’abbiano fatta venire da loro non tanto per il suo talento ma per fare un favore a qualcuno. Hearst sarebbe stato interessato a lei. 
In precedenza, lei si era fatta costruire una casa dentro agli studi cinematografici B. Mayer per potersi riposare comodamente a casa propria tra una scena e l’altra. Quando è passata con i fratelli Warner, la casa è stata trasportata dagli studi cinematografici dove lavorava prima a quelli nuovi. Quando i fratelli Warner ci hanno rimesso somme importanti a causa sua e lei li ha lasciati, la sua casa è stata smontata di nuovo e trasportata in riva al mare. Così dunque a Hollywood oltre alle star si trasferiscono anche le case. Ma non vale per tutte le star. Paul Muni ha lasciato da poco i fratelli Warner ma la sua casa non è stata portata via perché non la utilizzava molto. Paul Muni se ne è andato perché gli hanno dato da recitare il ruolo di un gangster e lui si è rifiutato. Dopo aver interpretato Pasteur, Zola, Juárez e altri ruoli importanti, non aveva voglia di tornare a fare ruoli da gangster. Perciò ha rotto un contratto da svariate centinaia di migliaia di dollari e se ne è andato. Ma non bisogna stare in pensiero per lui. È stato ingaggiato subito dagli studi Fox, per i quali reciterà nel film Hudson’s Bay.