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 2026  febbraio 27 Venerdì calendario

Il Pakistan attacca i talebani in tutto l’Afghanistan: «Guerra aperta con voi». «Almeno 133 morti»

È di nuovo alta la tensione tra Islamabad e Kabul. Il Pakistan ha bombardato obiettivi del governo talebano nelle principali città dell’Afghanistan durante la notte mentre il ministro della Difesa pachistano ha definito il conflitto «guerra aperta».
Come riferito da un portavoce del governo del Pakistan, nelle ultime ore si sono susseguiti gli attacchi in Afghanistan. In totale – secondo Islamabad – sarebbero stati uccisi 133 talebani e più di 200 sarebbero rimasti feriti. Inoltre 27 postazioni dei talebani afghani sono state distrutte e nove sono state conquistate. 

Fonti della sicurezza di Islamabad spiegano che si è trattato di attacchi missilistici aria-terra contro uffici e postazioni militari dei talebani a Kabul, Kandahar e Paktia, nonché scontri terrestri in diversi settori lungo il confine tra le nazioni islamiche. Le autorità talebane hanno confermato i raid ma non hanno fornito ulteriori dettagli. 
La Russia, l’unico Paese a riconoscere formalmente il governo talebano, ha chiesto la fine delle ostilità e ha affermato che prenderà in considerazione la possibilità di mediare i colloqui se richiesto da entrambe le parti.  Il ministero degli Esteri cinese ha affermato di aver mediato nel conflitto attraverso i propri canali ed è profondamente preoccupato per l’escalation.  L’Iran, che confina sia con il Pakistan che con l’Afghanistan e le cui relazioni con Kabul si sono complicate dopo il ritorno al potere dei talebani nel 2021, ha offerto  il suo aiuto per «facilitare il dialogo» tra i due Paesi nel contesto di uno scontro militare.
L’ultima grave crisi tra Afghanistan e Pakistan si è verificata nell’ottobre 2025, dopo la quale fu avviato un processo diplomatico con la Turchia e il Qatar che tentarono di mediare tra le due parti. Ne seguì un fragile cessate il fuoco, ma i negoziati non riuscirono a raggiungere un accordo più ampio tra le due parti
Il Pakistan accusa il governo talebano afghano di sostenere i «terroristi anti-pachistani», che ritiene responsabili di attacchi suicidi in Pakistan, tra cui il recente attentato a una moschea di Islamabad. Kabul respinge le accuse e parla di raid immotivati in cui sono stati uccisi dei civili. Inoltre i talebani afghani affermano che il Pakistan ospita combattenti dello Stato islamico. 
In questo quadro si sono verificati ripetuti scontri e chiusure delle frontiere
che hanno interrotto il commercio e gli spostamenti lungo il confine tra i due paesi. 
Islamabd ha accolto con favore il ritorno al potere dei talebani nel 2021, con l’allora primo ministro Imran Khan che parlò di «catene della schiavitù spezzate». Ma le autorità pachistane si resero presto conto come i talebani non avessero intenzione di collaborare. La leadership del gruppo militante Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp) e molti dei suoi combattenti hanno base in Afghanistan e gli insorti per l’indipendenza per la provincia sud-occidentale del Belucistan usano l’Afghanistan come rifugio sicuro. Il Ttp è stato fondato nel 2007 da diverse organizzazioni jihadiste attive nel Pakistan nordoccidentale e ha attaccato mercati, moschee, aeroporti, basi militari, stazioni di polizia e ha anche conquistato territorio, soprattutto lungo il confine con l’Afghanistan, ma anche più in profondità in Pakistan, compresa la valle dello Swat, dove in seguito ha sparato alla studentessa Malala Yousafzai. Hanno anche combattuto a fianco dei talebani afghani in Afghanistan e ospitato combattenti afghani in Pakistan. Pearl Pandya, analista senior per l’Asia meridionale presso l’Armed Conflict Location & Event Data, un osservatorio indipendente e imparziale dei conflitti con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato ad Al Jazeera che il «confine poroso» con l’Afghanistan offre ai combattenti un rifugio sicuro in cui ritirarsi di fronte alla pressione militare. «I talebani afghani, tuttavia, sembrano poco disposti a reprimere seriamente il Ttp, in parte a causa delle precedenti affinità tra i due gruppi, ma anche per paura che i militanti del Ttp disertino e passino al loro principale rivale, la provincia dello Stato islamico di Khorasan», ha aggiunto.

Il Pakistan ha lanciato operazioni militari contro il Ttp sul proprio territorio con scarso successo, sebbene un’offensiva conclusasi nel 2016 abbia ridotto drasticamente gli attacchi fino a pochi anni fa. Le forze armate pachistane beneficiano di un buon livello di reclutamento di personale militare, rafforzato dalle attrezzature del suo principale partner per la difesa, la Cina. Islamabad continua a investire nei suoi programmi nucleari militari e sta anche modernizzando la sua marina e la sua aeronautica. Nel frattempo, la capacità delle forze armate dei talebani afghani si sta indebolendo, con una diminuzione della loro capacità di utilizzare equipaggiamenti stranieri che il gruppo islamista ha sequestrato quando è tornato al potere nel paese nel 2021. Anche la mancanza di riconoscimento internazionale dell’amministrazione talebana ha danneggiato la modernizzazione militare. Il Pakistan ha 660.000 effettivi attivi nelle sue forze di difesa, di cui 560.000 nell’esercito, 70.000 nell’aeronautica e 30.000 nella marina. La forza militare dei talebani afghani è più esigua, con soli 172.000 uomini attivi. Il gruppo ha tuttavia annunciato l’intenzione di espandere le proprie forze armate a 200.000 militari. Il Pakistan dispone di una flotta di 465 aerei da combattimento e di oltre 260 elicotteri, tra cui elicotteri multiruolo, d’attacco e da trasporto. L’Afghanistan non ha aerei da combattimento né una vera e propria aeronautica militare. È noto che possiede almeno sei aerei – alcuni dei quali risalenti all’era sovietica – e 23 elicotteri, anche se non è possibile stimare quanti siano in condizioni di volo. Infine mentre il Pakistan è un paese dotato di armi nucleari e possiede 170 testate, l’Afghanistan non possiede un arsenale nucleare.