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 2026  febbraio 26 Giovedì calendario

Palazzo d’Orleans, la corte dorata di Schifani: velluti, ceramiche e gelatiera

E va bene Niscemi, l’uragano Harry e tutte le sciagure che hanno messo in ginocchio la Sicilia. Ma l’inverno è ormai alle spalle e l’estate invece alle porte e sai che caldo? Sarà per questo che il presidente della Sicilia Renato Schifani ha ben pensato di essere previdente: a Palazzo d’Orleans serve per forza una mega gelatiera per creme, sorbetti e soprattutto granite. Se poi c’è pure la brioche anche meglio e infatti: la cucina presidenziale si doterà presto di nuovi gioielli, compresa una sfogliatrice da banco per la lavorazione delle paste dolci, anche quelle col tradizionale tuppo.
Ma il meglio è l’attrezzatura per la preparazione in quantità industriale delle creme fredde per deliziare i palati degli utenti del bar e della mensa della regione. Mai più senza, specie in vista del solleone che esige il ristoro dal gusto ghiacciato: Rena’, fa caldo.
C’è che l’Ufficio del cerimoniale di Schifani non delude mai. Perché nulla lascia al caso, come raccontano le ultime delibere di autorizzazione di spesa. Siccome in occasione delle visite nella sede del governo regionale “è consuetudine omaggiare gli ospiti” ecco qui dunque il decreto per acquistare 200 cappellini con l’immagine della Trinacria, 100 gagliardetti e 200 distintivi con il logo della regione smaltato. Ma poi ci sono anche i visitatori di lusso, ossia le autorità nazionali ed estere da “omaggiare con oggetti rappresentativi dell’arte e delle tradizioni siciliane”. E dunque il Cerimoniale “è tenuto a provvedere al riassortimento degli oggetti in ceramica in uso alla Presidenza” eseguite da artisti siciliani “ad uopo scelti”. Detto fatto, ecco le sculture made in Monreale: 10 coppie di teste di Moro (re e regine) e 6 pigne realizzate in maiolica con le loro “apposite scatole rigide rivestite in velluto blu con logo della regione stilizzato, come da protocollo, per un ammontare pari a 5.618 euro, oltre Iva al 22%” che fa un conticino di 6853,96 euro.
Par di capire che il magazzino di Schifani sia degno dei tesori della grotta di Ali Baba grazie a un campionario sempre riassortito per ogni esigenza e ogni ospite che mai deve andare via a mani vuote, che si tratti di sculture o di medagliette, spille resinate, matite o ombrelli rigorosamente marchiate regione Sicilia. Particolarmente accorta naturalmente anche ai bisogni di tutti ma proprio tutti gli inquilini del palazzo presidenziale, specie a tavola. Quasi 6.000 euro, per dire, sono serviti da ultimo per acquistare un addolcitore da collocare all’interno della cucina della mensa di Palazzo d’Orleans, “al fine di migliorare e ridurre la durezza dell’acqua prevenendo la formazione di calcare”.
Ma l’acquisto che fa sognare è soprattutto un altro. Per “ottimizzare i servizi bar e mensa e migliorarne l’efficienza” è stata infatti appena deliberata una spesa di 37 mila euro (Iva esclusa) che servirà per acquistare “un piano cottura a induzione, un frytop con piastra rigata, un forno ventilato con relative 10 teglie forate” ma anche “una sfogliatrice professionale da banco, un tavolo refrigerato tre porte” e, dulcis in fundo, un “granitore con n. 2 contenitori da 6 litri” per le famose creme fredde da gustare con l’arrivo della bella stagione.

Attrezzature gelo da non confondersi con quelle acquistate dal Cerimoniale di Schifani, ma per le esigenze di altri inquilini di Palazzo: a seguito di colloquio con il veterinario dell’Istituto Zootecnico che si occupa della gestione degli animali del Parco d’Orleans, sono stati comprati anche due freezer, uno per la conservazione degli alimenti a loro destinati e uno per la conservazione delle carcasse degli esemplari deceduti. E anche qui l’investimento vale quasi 3 mila euro, ma pappagalli esotici, pellicani e avvoltoi valgono a quanto pare tanto oro quanto pesano.
Sarà per questo che Schifani ha messo in conto di pagare in un biennio una fattura da 36 mila euro solo per la gestione dei canali social dei Giardini di Palazzo d’Orleans con annesso parco ornitologico affidata a una società di comunicazione di Palermo. Tremila euro il conto di dicembre e gennaio. Dite cheese!