Corriere della Sera, 26 febbraio 2026
Antisemitismo, il centrodestra rivede il testo. Il Pd si divide
Il disegno di legge sull’antisemitismo dovrebbe approdare nell’aula del Senato martedì prossimo. Il centrodestra sembra aver trovato un accordo. Non verranno introdotte sanzioni penali e salterà il divieto di manifestazioni quando siano prevedibili episodi di antisemitismo. Un testo, quindi, più che potabile per una parte delle opposizioni. E questo mette il Pd in difficoltà.
Un gruppo di parlamentari dem, quelli che hanno sottoscritto il ddl Delrio, ma non solo loro, sono pronti a votare sì. Il che, ovviamente creerebbe non poco imbarazzo alla dirigenza dem. Delrio, già alcuni giorni fa, aveva annunciato il suo voto a favore del ddl della maggioranza «nel caso venisse tolto il divieto di manifestazioni»: «Non ho problemi a dire che voterei sì».
Ma il Pd ha anche un’altra grana da affrontare. Per i dem, infatti, sarebbe complicato votare no al ddl della maggioranza perché correrebbero il rischio di incorrere nelle critiche di un pezzo del proprio elettorato e delle comunità ebraiche. Senza contare il fatto che Liliana Segre aveva auspicato la più ampia convergenza su un testo. Al Pd, quindi, si sta anche soppesando la possibilità di un’astensione. E comunque, in questo caso, il fronte delle opposizioni si romperebbe, visto che Iv e Azione voteranno sì, mentre M5S si asterrebbe e Avs voterebbe contro.
È per questo che ieri Boccia, nella capigruppo, ha cercato di far saltare il voto del 3 marzo, chiedendo di mandare in aula martedì il Media freedom act. «Sennò protesteremo», ha annunciato.
M5S e Avs, però, non lo hanno seguito. E adesso i dem si preparano alla protesta sull’informazione sperando così di occultare la vera ragione della loro contestazione: l’imbarazzo di fronte al voto sul ddl per il contrasto all’antisemitismo.