la Repubblica, 25 febbraio 2026
Epstein, accusa di insabbiamento a Bondi: “Spariti i file sui minori abusati da Trump”
Mentre a Londra ordinano arresti eccellenti, a Washington il dipartimento di Giustizia è sospettato di aver insabbiato lo scandalo Epstein. La procuratrice generale Pam Bondi non avrebbe pubblicato i file sul finanziere pedofilo in una cui una vittima accusa il presidente Donald Trump di avere abusato di lei quando era minorenne. Lo ha rivelato Npr, National Public Radio, organizzazione indipendente considerata tra le fonti più autorevoli di informazione negli Usa, che ha avuto accesso ai documenti.
Secondo la radio pubblica, a cui Trump ha tagliato i fondi federali, il dipartimento ha rimosso dal database accuse contro Epstein in cui viene citato Trump. Inoltre, seguendo l’ordine di numerazione dei documenti, risultano mancare 53 pagine: sarebbero quelle relative a interrogatori dell’Fbi e appunti di conversazioni con l’accusatrice del tycoon.
La vittima della rete di pedofili disse che quando aveva 13 anni venne presentata da Epstein a Trump, il quale «successivamente le avrebbe spinto con forza la testa verso il suo pene, che lei poi morse. In risposta, Trump l’avrebbe colpita alla testa e buttata fuori». Questo episodio era citato nei file pubblicati come sintesi e non attraverso la testimonianza integrale, molto più inquietante.
Trump sostiene di essere stato «scagionato completamente», ma dai file emerge che l’Fbi non solo non aveva archiviato le denunce ma aveva sentito la donna 4 volte. Nel database è presente solo il primo interrogatorio, del 24 luglio 2019, in cui Trump non era stato menzionato. Il 22 luglio 2025 qualcuno dell’Fbi scrisse che il nome del presidente figurava nei fascicoli più ampi e che «una vittima identificata affermava di essere stata abusata da lui, ma ala fine si era rifiutata di collaborare».
File prima rimossi e poi pubblicati parzialmente riguardano una seconda accusatrice, ascoltata sei volte dall’Fbi tra il 2019 e il 2021. La donna aveva raccontato di abusi cominciati quando lei aveva 13 anni e frequentava un campus d’élite. Il finanziere l’aveva portata a Mar-a-Lago. «Epstein disse a Trump: questa è buona, eh?». I due risero e la ragazzina «si sentì a disagio, ma all’epoca era troppo giovane per capire perché». Risultava ancora offline l’interrogatorio con la madre della vittima. In quella conversazione, secondo Npr, la donna ricordava di aver sentito che «un principe e Donald Trump hanno visitato la casa di Epstein». «Se erano lì – pensò – come poteva Epstein essere un criminale?».