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 2026  febbraio 24 Martedì calendario

Giudizio Universale minacciato da una pellicola di lattato di calcio, iniziata la pulitura del capolavoro di Michelangelo

L’operazione della pulitura è partita dopo un anno e mezzo di studi e analisi per capire l’origine della patina che si era formata sull’affresco michelangiolesco. Nel corso di questi anni il monitoraggio della pellicola pittorica è stato costante e il Vaticano è corso ai ripari per contrastarne in futuro i meccanismi di generazione. Una serie di analisi scientifiche approfondite ha consentito la corretta definizione molecolare di questa sostanza, ossia il lattato di calcio. Questo sale è stratificato solo sulla superficie più esterna della pittura e risulta molto solubile in acqua. Tale caratteristica chimico-fisica rende facile la sua rimozione, garantendo la minima interazione con i pigmenti sottostanti. 
Da qualche giorno dietro un gigantesco telo di plastica che riproduce esattamente, in ogni minimo dettaglio, il Giudizio Universale di Michelangelo c’è la parete della cappella più famosa del mondo, affrescata dal Divin Artista e ora sottoposta ad una pulitura.
Operazione di eccezionale complessità e delicatezza che sta mettendo a dura prova tutti i laboratori specializzati dei Musei e del Vaticano. Nei giorni scorsi è terminata l’installazione del ponteggio e ora si sono avviate le procedure per la pulitura del grandioso affresco. “Fino al termine dei lavori, previsto entro la Settimana Santa, la Cappella Sistina continuerà ad accogliere fedeli e visitatori, mentre i restauratori del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani lavoreranno sul grande ponteggio schermato da un telo riproducente l’immagine del Giudizio” ha annunciato la direttrice Barbara Jatta. L’installazione del ponteggio è stata possibile grazie alla cooperazione con la Direzione delle Infrastrutture guidata dall’Ingegnere Salvatore Farina del Governatorato mentre la pulitura dell’affresco è sostenuta finanziariamente dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums e alla benefattrice Mary Viator.
Come sempre tutte le fasi dell’intervento saranno documentate dal Laboratorio Fotografico dei Musei creando una preziosa testimonianza della pulitura che, asportando una lieve patina, invisibile a occhio nudo, riporterà i colori michelangioleschi al loro splendore. «A circa trent’anni dall’ultimo intervento conservativo, completato nel 1994, sarà possibile ammirare il sommo capolavoro di Michelangelo in tutta la potenza della sua visione» ha aggiunto Jatta.
Commissionato nel 1533 dal pontefice mediceo Clemente VII, l’affresco fu iniziato nel 1536 sotto Paolo III Farnese e concluso nel 1541. Secondo un brano della Vita di Michelagnolo Buonarroti (1553) di Ascanio Condivi, Clemente VII aveva già in mente il soggetto da affidare al sommo maestro toscano: «Il giorno dell’estremo giudicio, stimando, per la varietà e grandezza della materia, dover dar campo a questo uomo di far prova delle sue forze». Il successore Paolo III era talmente desideroso di ammirare il capolavoro del Buonarroti che, per consentirgli di dedicarsi solo a quello, il 17 novembre 1536 lo sciolse dagli obblighi contrattuali per la tomba di Giulio II, mentre uno stipendio annuo di 1.200 ducati fu assicurato all’artista fino alla sua morte. Quando l’affresco fu infine scoperto, si disse che Paolo III ne rimase così impressionato da cadere in ginocchio e implorare il perdono divino nell’ultimo giorno.
«L’intervento odierno sulla parete del Giudizio – spiega Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio – si è reso necessario a causa della presenza di una diffusa velatura biancastra sulla superficie pittorica che ha determinato un’attenuazione dei valori chiaroscurali e una conseguente alterazione della leggibilità cromatica dell’affresco. La rimozione di questa patina viene effettuata mediante l’applicazione controllata a pennello di acqua deionizzata, interposta attraverso un doppio strato di carta giapponese. L’acqua consente la completa solubilizzazione dei depositi e delle sostanze estranee, riportando alla luce la pellicola pittorica originale nel rispetto del suo autentico stato conservativo. L’intervento è preceduto da accurate indagini scientifiche preliminari, da una documentazione fotografica di dettaglio e da un puntuale rilevamento dello stato di conservazione dell’opera, finalizzati alla acquisizione dei dati e alla verifica della compatibilità delle procedure operative adottate». 
In questa fase verrà analizzato il corretto funzionamento degli impianti di condizionamento e illuminazione, attivi dal 2014 che sono fondamentali per la stabilità delle condizioni al contorno e per la ottimale fruizione dell’ambiente sistino.