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 2026  febbraio 24 Martedì calendario

Il rigassificatore a Piombino resterà lì

“L’ho già detto diverse volte, il rigassificatore sta bene a Piombino”. Gongola il presidente ligure Marco Bucci, dopo che il governo sembra aver chiuso la partita tradendo la promessa fatta alla Toscana: il rigassificatore che da tre anni è ormeggiato al porto di Piombino (Livorno) ci resterà probabilmente fino al 2029, nonostante la destra avesse promesso che non ci sarebbe stata alcuna proroga dell’accordo voluto da Snam (la società che si occupa del trasporto del gas) e in scadenza tra pochi mesi.
Si era ipotizzato un trasferimento altrove, forse a Vado Ligure, ma Bucci non ne vuole sentire parlare e il governo allora ha preferito la strada della proroga: “Non c’è un’alternativa pronta”, ha detto l’altro giorno il ministro Gilberto Pichetto Fratin. E pazienza se ci sono tre grandi scontenti: i comitati di cittadini che da tempo protestano contro l’impianto, il presidente toscano Eugenio Giani (che tra l’altro è pure commissario per il rigassificatore) e, infine, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, il quale però è meloniano. Il governo salva Bucci e frega tutti gli altri, suo sindaco compreso. Le speranze di un cambio di rotta sono minime e così Giani, già rassegnato, punta almeno a trattare con l’esecutivo sulle opere di compensazione per il territorio. Il presidente ha messo sul tavolo anche le proprie dimissioni da commissario, descrivendo un quadro già allarmante. Le opere di compensazione erano infatti già previste nel precedente accordo, quello di tre anni fa, ma non sono mai state realizzate. Motivo per cui i comitati, il sindaco e il governatore dem non possono certo sentirsi rincuorati da altre promesse del governo, visto che finora sono state in larga parte disattese.
Tra le varie opere, nei giorni scorsi Giani ha ricordato “l’investimento da 140 milioni per potenziare il porto”, la realizzazione di “un parco per le energie rinnovabili nell’area industriale”, e così via. “Su dieci indicazioni – protesta il presidente – sapere che ce n’è una e mezza realizzata è assolutamente ingiustificato”. In queste ore la destra in Parlamento ha provato anche a infilare il rinnovo dell’accordo nel decreto Milleproroghe, provocando la reazione delle opposizioni. Il territorio chiede almeno un incontro col governo, il sindaco Ferrari esige “garanzie concrete, trasparenti e verificabili sotto il profilo della sicurezza e della tutela ambientale”. Ma la decisione è presa, per la gioia della Liguria.