il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2026
Toghe-politici 51 a 12
Anche dopo l’ultimo sondaggio Ixè che dà i No in forte vantaggio, al referendum può ancora accadere di tutto. Ma già questo è un miracolo: due mesi fa la partita pareva persa in partenza. Il merito, oltreché dei giuristi, giornalisti, politici, artisti, attivisti e semplici cittadini che si battono per il No, è anche e soprattutto del governo Meloni e dei trombettieri del Sì. Che spingono a viva forza gli indecisi a bocciare la schiforma costituzionale perché la spacciano per un rimedio contingente per raddrizzare questa o quell’indagine o sentenza a loro sgradita. Come se fosse un regolamento condominiale. Mentono sapendo di mentire e di non essere smentiti (i famosi fact checker, sistemato Barbero, sono andati in ferie). Ma, dopo il frittomisto di balle impunite su Garlasco, Tortora, bimbi nel bosco, algerino in Albania e Sea Watch, hanno pestato il classico merdone. Invocavano un Sì per salvare gli eroici poliziotti-giustizieri alla Cinturrino dalle toghe-pusher e preparavano per costoro un bello scudo penale. “Io sto col poliziotto senza se e senza ma”, sentenziava Salvini 37 minuti dopo i fatti di Rogoredo, attaccando l’indagine “eccessiva, ingenerosa e gratuita” di “quel pm” che apriva un “fascicolo odioso come se l’agente avesse sparato per uccidere”. Poi il pm, grazie al fascicolo odioso, ha scoperto che l’agente aveva sparato proprio per uccidere il tizio disarmato e fabbricato false prove per dimostrare l’opposto. Riecco Salvini dopo la cura: “Non entro nel merito di fatti che non conosco” (ma va?). Ora che Centurrino è stato arrestato, Salvini pretende che “l’agente che sbaglia paghi doppio”: ma lo “sbaglio” l’ha scoperto sempre quel pm proprio perché ha disobbedito ai diktat del governo e agli annunci-minacce di scudo penale.
Anche Piantedosi ora fa il furbo e si vanta di aver sempre escluso scudi per chicchessia. Purtroppo aveva detto l’opposto: e cioè che Cinturrino, con lo scudo del dl Sicurezza, “avrebbe potuto fruire del beneficio dell’inversione dell’onere della prova. Perché è evidente che c’era una causa di giustificazione molto evidente”. Era evidente perché lo diceva lo sparatore, mentre lo sparato non poteva smentirlo perché era morto ammazzato. Ora l’unica cosa evidente è che i fatti è meglio lasciarli accertare dai pm, non dai politici. La parte più interessante del sondaggio Ixè riguarda proprio la fiducia degli italiani nei magistrati (salita al 51% dal 45% dell’anno scorso) e nei politici (12%, contro il 14% di un anno fa). Grazie al governo, anche chi non sa nulla del referendum ha capito che i politici del Sì vogliono fare le indagini e scrivere le sentenze. E i cittadini, anche i più diffidenti verso i magistrati affiderebbero la giustizia a tutti, forse persino a Wanna Marchi: ma mai a un politico.