Corriere della Sera, 24 febbraio 2026
La top model Irina Shayk: figlia di un minatore, infanzia povera in Russia
Sa cos’è il Festival?
«Certo, so che Sanremo è nato negli anni ’50, è uno dei festival musicali televisivi più longevi al mondo, penso che abbia influenzato tutta la musica popolare italiana e ha contribuito a fondare l’Eurovision».
Va bene. La sa. Promossa.
«L’Italia è la mia seconda casa, ho molti amici italiani: condividere il palco dell’Ariston sarà un momento speciale. Quando Carlo mi ha invitato a co-condurre la quarta serata non potevo dire di no».
Supermodella russa, cittadina del mondo, Irina Shayk è un’icona della moda, passerelle e copertine, legami che fanno il giro del mondo: cinque anni con Cristiano Ronaldo, una figlia da Bradley Cooper, ora è single.
Immaginava di diventare una top model?
«Mai. Sono cresciuta in un piccolo villaggio remoto al confine con il Kazakistan. Mio padre era un minatore, vivevo una vita molto semplice».
Che vita faceva?
«Avevamo un campo, ma non avevamo la macchina, lo raggiungevamo sempre a piedi per coltivare le verdure, per sopravvivere durante l’inverno. Avevamo solo una tv in bianco e nero che a volte non funzionava. La mia infanzia è stata molto diversa dalla mia vita attuale».
A 18 anni la sua vita cambia. Viene notata da un’agenzia locale di modelle e da lì un’ascesa continua: Parigi, poi New York, il mondo.
«Ho iniziato la mia carriera come modella di costumi da bagno. Una volta che fai lavori commerciali il mondo della moda ti mette un marchio addosso, del tipo: “Oh, sei commerciale. Non puoi fare moda”. A volte è molto difficile attraversare il ponte verso l’altra sponda: io quel ponte sono riuscita ad attraversarlo».
Da quasi niente a quasi tutto: si è mai montata la testa?
«No. Per me la cosa più importante è sempre sapere chi sei, ricordare da dove vieni e tenere i piedi per terra».
Cosa insegna a sua figlia Lea?
«Ad essere gentile. Le dico sempre: non importa dove ti trovi, tratta le persone con amore e in modo equo. Trattale come vorresti essere trattata tu».
A volte il rapporto con gli ex non è semplice. Il suo con Bradley Cooper?
«Sono una mamma single che lavora e che deve gestire tutto. Ogni situazione è sempre gestibile se entrambe le parti lo vogliono. Ed è così».
Ora ha 40 anni. Il pensiero di perdere la sua bellezza la spaventa?
«Penso che a 40 anni le donne non perdano la bellezza ma piuttosto l’acquisiscano. In questo momento là fuori ci sono molti standard di bellezza che possono confondere, ma in ogni fase della vita di una donna c’è bellezza. Mi sento molto bella alla mia età: credo che i 40 anni siano i nuovi 20».
Un consiglio per crederci?
«Bisogna accettare la propria età e ricordarsi della propria bellezza interiore. Non potrei mai dire che una persona scortese è bella: vale solo il pacchetto completo. Mia nonna a dicembre ha compiuto 90 anni, l’ho chiamata su FaceTime e le ho detto: “Non sei mai stata così bella”. E lei mi ha risposto: “Ma sono vecchia!”: il potere femminile è quello di trovare la bellezza in ogni età».
Ha detto che l’Italia è la sua seconda casa.
«Siete così accoglienti, e io trascorro molto tempo in Italia non solo per lavoro. Non ho un posto del cuore: amo Roma, la Costiera Amalfitana, Napoli, il Sud. Mi sembra che non ci sia un posto speciale, perché tutto il vostro Paese è molto speciale».
Ha una canzone italiana del cuore?
«Sceglierei Acqua e sale di Mina con Adriano Celentano. Mia madre era una grande fan di Adriano Celentano, lui è molto famoso nel mio Paese. E poi mi piace anche La cura di Franco Battiato. La musica ha sempre giocato un ruolo importante nella mia vita, mia madre ha insegnato pianoforte per 25 anni».
Cosa farà sul palco?
«Ho suonato il piano per 7 anni e cantavo in un coro. Spero però che Carlo non mi chieda di cantare, quanto al piano non so se riesco ancora a leggere le note».
Come mai ha preso la patente solo qualche anno fa?
«Non abbiamo mai avuto una macchina, non avevamo nemmeno i soldi per comprarla. E poi nel mio paesino si poteva andare ovunque a piedi. Quest’estate ero a Napoli, adoro il modo in cui guidano: finestrino aperto, clacson e via. Ora sono diventata un’ottima guidatrice anch’io: potrei guidare da New York fino a Sanremo».