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 2026  febbraio 24 Martedì calendario

Dazi, l’Europa rinvia la ratifica

Il bastone e la carota. Tutto in un’unica decisione, presa ieri in una riunione straordinaria convocata venerdì scorso. Il Parlamento europeo, per la precisione la commissione Commercio internazionale, ha rinviato il voto previsto per questa mattina sulla proposta legislativa (due regolamenti) che elimina i dazi su alcuni beni americani, incluse le aragoste: premessa per la ratifica di fatto – che sarebbe stata completata in seduta plenaria il 10 marzo – dell’accordo politico di Turnberry, raggiunto il 27 luglio scorso tra Ue e Stati Uniti. L’Eurocamera lascia così aperta la porta del dialogo con Washington ma chiede «chiarezza».
Se il Parlamento europeo avesse voluto tenere una linea dura avrebbe potuto votare ed esprimersi contro l’intesa ma non è quello a cui punta la maggioranza degli eurodeputati, né la Commissione europea né tanto meno gli Stati membri. Tutti chiedono una cosa sola: «Vogliamo chiarezza sulla situazione. Vogliamo chiarezza dagli Stati Uniti e vedere che stanno rispettando l’accordo, perché questo è un elemento cruciale per la stabilità. Questo è importante per le relazioni commerciali, ma è particolarmente importante per gli investimenti, se possiamo davvero avere una prospettiva a lungo termine per il commercio con gli Stati Uniti, e naturalmente le aziende investiranno anche per questo», ha detto Bernd Lange, socialista tedesco, presidente della commissione Commercio internazionale, annunciando l’esito della riunione dei relatori ombra. Lange ha anche spiegato che è già in programma per mercoledì 4 marzo una nuova riunione «per valutare come stanno procedendo gli sviluppi».
Non è la prima volta che la commissione Commercio internazionale sospende la votazione. Era già successo a gennaio in seguito alle minacce del presidente Usa Donald Trump di annettere la Groenlandia. In quella occasione Washington aveva minacciato di imporre ulteriori tariffe su alcuni Paesi Ue. L’iter in Parlamento era poi ripreso nel momento in cui Trump aveva abbandonato le sue mire sull’isola dell’Artico che fa parte del Regno di Danimarca.
I gruppi parlamentari hanno mostrato unità pur se vi sono sfumature diverse. Il Ppe resta cauto. La relatrice ombra del dossier, Željana Zovko, ha scritto su X che «un rinvio breve e strettamente tecnico potrebbe essere accettabile per garantire la piena chiarezza giuridica» ma che «non deve diventare un pretesto per riaprire la sostanza dell’accordo», come invece vuole la Left che chiede di «seppellirlo e rinegoziare su un piano di parità». Per Karin Karlsbro di Renew, vicepresidente della commissione Commercio internazionale, «questo livello di caos» tariffario è inaccettabile. Mentre per la verde Anna Cavazzini «rinviare il voto sull’attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti è una decisione saggia».
Sui dazi, «ciò che ci interessa è tornare a una situazione di stabilità e prevedibilità il più rapidamente possibile», ha spiegato il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, nel briefing quotidiano ieri con la stampa. «Abbiamo un quadro per farlo, che è la Dichiarazione congiunta Ue-Usa, e attendiamo con ansia che le nostre controparti americane ci spieghino esattamente cosa sta succedendo». «In quanto protagonisti di questa saga – ha aggiunto – manteniamo la calma».