Il Messaggero, 23 febbraio 2026
Pilar Fogliati: «A Sanremo porto sul palco i miei alter ego»
A Pilar Fogliati, la talentuosa e poliedrica attrice vista di recente nella fiction Cuori, va riconosciuto un certo grado di coraggio – o di impulsività. Dopo essere salita sul palco dell’Ariston l’anno scorso, per promuovere il film di Paolo Genovese FolleMente, ci tornerà il 25 febbraio in veste di co-conduttrice, nella stessa serata (la seconda del Festival) di Achille Lauro e Lillo. Non ha serie o film da promuovere, è un’attrice popolare e richiesta (in questi giorni è sul set di Davide Marengo per la serie Una piccola formalità, tratta dal libro di Alessia Gazzola): insomma, nell’arena di Sanremo ci è proprio voluta entrare. «C’ho l’ansia», è l’esordio, prima ancora di dire «pronto», dall’altra parte del telefono.
Quindi: che ci farà con quel palco?
«Ci porterò tutti i miei alter ego. Ciascuno di loro interverrà nei momenti più giusti».
Si riferisce ai personaggi che ha interpretato nel suo film da regista del 2023, “Romantiche” (l’aristocratica viziata, l’intellettuale, la sempliciotta, l’aggressiva)?
«Esatto. Ormai le porto con me, sono come amiche. Carlo (Conti, ndr) vuole che la conduzione sia più spontanea possibile, e quindi le ho chiamate in mio soccorso».
Capitolo abiti: come vestirà le sue identità?
«Ho fatto oggi il “fitting” – sa, a Milano si parla così: c’è pure la fashion week, è tutto un fitting qui – e ho il quadro degli abiti che indosserò. Vorrei risultare fresca ed elegante: ho scelto uno stylist giovane, di 26 anni».
Quale delle sue personalità si divertirà di più su quel palco?
«Vorrei che a divertirmi fossi io, Pilar. Ma la verità è che siamo tutte e cinque inadeguate, troppo poco per quel palco».
Va bene, ma allora perché ha accettato?
«Perché sono matta. Ma Sanremo fa parte della storia del costume: se sei italiana, e ti capita l’opportunità, come puoi dire di no? E se sbaglio o mi impappino... alla fine che succede? Niente. In fondo ho già presentato i David di Donatello al Quirinale con Mattarella a mezzo metro e tutto il cinema italiano davanti....».
Il momento che teme di più?
«L’annuncio del nome dei cantanti.Ma è anche una cosa che mi lusinga molto: si ricorderanno per sempre di me».
Donne sul palco di Sanremo: a chi si ispira?
«Ho amato tantissimo Virginia Raffaele (nel 2019, ndr), donna di un talento incredibile. E Angelina Mango, due anni fa, quando ha interpretato la canzone scritta dal suo papà (La Rondine, ndr). Però adesso le cose sono cambiate, non ci sarà un “momento Pilar Fogliati”. Sarà una cosa tendente più al cazzeggio. E i monologhi, fortunatamente, li abbiamo archiviati».
"Cuori”, la fiction di Rai1, è appena terminata: soddisfatta?
«Contentissima. Non avevamo mai considerato di fare la terza stagione, e ora tanti fan della serie chiedono la quarta. Niente è ancora detto, ma si è aperto il discorso. Almeno cinque ragazze mi hanno scritto dicendo che guardando la serie hanno pensato di voler diventare medici».
In “Cuori”, ambientata nell’ospedale Molinette di Torino, interpreta una cardiologa: cosa ha pensato della tragedia del piccolo Domenico, il bambino morto nella notte tra venerdì e sabato, dopo il trapianto di un cuore “difettoso”?
«Ci ho pensato tantissimo. Nella fiction abbiamo girato anche delle scene in cui trasportavamo un cuore e già allora un medico – siamo negli anni Sessanta – diceva:” fate attenzione”. È stato un errore umano, un errore terribile. Nel volto di quella madre ho letto tutto il suo dolore».
Sul palco di Sanremo ci sarà un ricordo di Domenico?
«Non ne abbiamo parlato, sinceramente. Ma non credo sia opportuno: io nella serie mi metto una parrucca e faccio la cardiologa. Qui c’è una donna che sta soffrendo».
È il Sanremo dei matrimoni: Sal Da Vinci ci ha fatto una canzone, Tommaso Paradiso si sposa dopo il Festival. Lei ci pensa?
«No, non ho progetti a breve termine. Ho concluso da un annetto una relazione molto lunga, ma nel frattempo ho iniziato per fortuna una storia con una persona nuova, speciale (Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, ndr).
Le danno fastidio l’attenzione mediatica e i paparazzi?
«Non sono abituata. Ma se sei felice, a queste cose non fai caso. L’importante è non aprire mai i commenti dei social. Una regola aurea».
Conti è tifoso della Fiorentina, le ha chiesto di conoscere il suo compagno?
«Ancora no. Ma secondo me a un certo punto, dietro le quinte, una battuta me la farà».
Verrà con lui a Sanremo?
«Non lo so ancora. Sono mondi così lontani... e poi lui ha tanto da fare».
Ma la Fiorentina si salva o va in B?
«Mi auguro tantissimo che si salvi. Ma non sono esperta di calcio».
Il suo nome è apparso una volta negli Epstein Files, citato in un messaggio di Eduardo Teodorani Fabbri al finanziere ("Guarda questa ragazza che voglio presentarti, Pilar Fogliati"). Come è possibile?
«Ho avuto i brividi quando ho letto la notizia. Non voglio nemmeno sapere come ci sono finita, là dentro. Preferirei non parlarne».
Quando finirà la serata di Sanremo, sarà soddisfatta se... ?
«Se mi sarò divertita io, e le persone a casa. Spero che sia per tutti una bella serata».
Ma tifa per qualcuno? Si può dire?
«Posso solo dire che ho tre amicizie: Levante, che ha scritto le musiche di Romantiche, Fulminacci e Michele Bravi».