Corriere della Sera, 23 febbraio 2026
Carlo Conti conferma l’addio: «Finito un ciclo. La prima serata sarà dedicata a Pippo Baudo»
Il quinto e ultimo di Carlo Conti. Il Festival di Sanremo si apre domani con la certezza che non ci sarà il conduttore di oggi. «Del doman non v’è certezza, ma ora largo agli altri: non rincorro niente, ho fatto cinque Festival, so che finisce un ciclo, mi godo questa soddisfazione e la vivo con grande leggerezza», ha spiegato il conduttore ospite a Che tempo che fa da Fabio Fazio.
Conti ne approfitta anche per aggiungere un nuovo co-conduttore a una lista già nutrita: «Non è che magari il tuo Lapo può venire a Sanremo?». L’invito «a sorpresa» è per Ubaldo Pantani, il comico trasformista che dunque sarà sul palco dell’Ariston (nella serata di giovedì) nei panni di Lapo Elkann. Conti – definito da Fazio «l’uomo più tranquillo del mondo», in effetti l’ansia non fa parte delle sue skill – ha spiegato che la serata di apertura sarà un omaggio a Baudo: «Pippo ha introdotto tante novità, se Sanremo è così come lo conosciamo è per lui. Ho messo anche una targhetta sulla porta del mio camerino, ora è intitolato a lui: Pippo è la storia dell’Ariston».
The last dance dell’Abbronzatissimo si annuncia come una summa della sua grammatica televisiva: ritmo serrato e tempi stretti come metodo. Così ecco trenta cantanti in gara (tanti, troppi) e un cast di co-conduttori sterminato. L’epoca delle vallette belle e pressoché mute risale al 2012, un’era televisiva fa, quando si presentò sul palco Ivana Mrazova, una che nessuno sapeva chi diavolo fosse. Dunque quest’anno non solo Carlo Conti con Laura Pausini tutte le sere, ma anche un’aggiunta di volti diversi per ogni giornata di Festival: Can Yaman (martedì), Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo (mercoledì), Irina Shayk e Ubaldo Pantani (giovedì), Bianca Balti (venerdì), Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti (per la serata finale).
Oltre a Conti e Pausini sul palco dell’Ariston si alternano diversi co-conduttori: Can Yaman (martedì), Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo (mercoledì), Irina Shayk e Ubaldo Pantani (giovedì), Bianca Balti (venerdì), Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti (per la finale)
Una scelta – chiaramente voluta – che punta sull’accumulo anziché sulla selezione e assomiglia a un importante banco di prova perché replica lo schema della scorsa edizione: bisognerà vedere quanto il pubblico sarà nuovamente convinto dal modello TikTok – tante incursioni brevi e poi si skippa ad altro – per un evento come Sanremo a cui si richiede unicità.
Quella di Carlo Conti – come prassi negli ultimi anni – è una televisione generalista nel senso più pieno del termine, pensata per tenere insieme pubblici diversi, generazioni lontane, gusti spesso incompatibili. Così ecco la «trovata»: la musica per catturare i giovani sempre più vicina al mercato discografico (le classifiche, Spotify), i volti rassicuranti per i meno giovani (quest’anno Laura Pausini al centro del palco).
In attesa che siano le canzoni a parlare, Sanremo ha bisogno di una nuova polemica: la retromarcia di Pucci è arrivata troppo in anticipo rispetto alla partenza del Festival, mentre le bizze di Morgan sono durate come un gatto in tangenziale (salvo nuove sorprese nella serata dei duetti). Guardando il cast per sperare in una scossa conviene puntare sull’usato sicuro: J-Ax e Fedez. Ormai a questo siamo ridotti.