Corriere della Sera, 23 febbraio 2026
Messico, l’esercito uccide il re dei narcotrafficanti
Auto date alle fiamme e messe di traverso per ostruire le strade in almeno otto diversi Stati (Jalisco, Michoacán, Colima, Guerrero, Aguascalientes, Guanajuato, Nayarit, Zacatecas e Tamaulipas), stop ai trasporti pubblici in alcune aree dello Stato di Jalisco e ospiti invitati a non lasciare gli alberghi. L’uccisione da parte dell’esercito del 59enne Nemesio Oseguera Cervantes detto «El Mencho», che era il narcotrafficante più ricercato del Messic0 (e del mondo), ha avuto come contraccolpo dei disordini in ampie zone del Paese, ma costituisce un grande successo della strategia della presidente Claudia Sheinbaum e del suo segretario per la Sicurezza Omar García Harfuch. E potrebbe allentare la pressione sul Messico da parte di Donald Trump, la cui amministrazione aveva messo una taglia da 15 milioni di dollari sulla cattura di Oseguera. Il presidente americano aveva infatti minacciato più volte di intervenire militarmente sul suolo messicano contro i narcotrafficanti, ma Sheinbaum aveva fermamente respinto le sue «profferte».
Figlio di contadini emigrati in California e con un passato in polizia, «El Mencho» (il cui soprannome è un diminutivo di Nemesio, ma può anche essere tradotto come «il Grezzo», visto che quella parola, in alcune aree dell’America Latina, indica chi ha cattivo gusto e modi poco raffinati), guidava il cartello Jalisco Nueva Generación, che è dedito all’esportazione negli Stati Uniti di metanfetamine, cocaina e fentanyl nonché all’estorsione ed è noto per la sfacciataggine con cui attacca le forze di polizia e la violenza con cui terrorizza intere comunità. Dopo l’arresto dei leader del cartello di Sinaloa Joaquin «El Chapo» Guzmán e Ismael «Mayo» Zambada, ora ospiti a tempo indeterminato delle carceri statunitensi, «El Mencho», di cui non si conoscevano foto recenti, era il narcotrafficante più temuto del Messico.
La sua eliminazione avvenuta a Tapalpa nel «suo» Stato di Jalisco (anche grazie a informazioni ricevute da Washington) rischia quindi di innescare una violentissima guerra di potere tra i narcos. E non potrebbe esserci un momento più delicato: già ieri, alcuni atti di rappresaglia da parte dei cartelli, come ad esempio la creazione di blocchi stradali con veicoli in fiamme, hanno coinvolto anche Guadalajara, che è una delle città che quest’estate ospiteranno alcune partite dei Mondiali di calcio.