Il Messaggero, 21 febbraio 2026
Il patrimonio dei fondi sale a 2.636 miliardi
Un anno da record, sulle ali dei prodotti obbligazionari. Nel 2025 il patrimonio del risparmio gestito tocca il nuovo massimo storico a 2.636 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2.600 miliardi di fine settembre e ai 2.505 miliardi di dicembre 2024. È quanto emerge dai dati definitivi della “Mappa Trimestrale Q4” di Assogestioni, che evidenzia un bilancio positivo anche sul fronte della raccolta netta, nonostante la frenata degli ultimi tre mesi.
L’EFFETTO
Nell’intero anno, infatti, sono stati raccolti 38,2 miliardi, mentre nel quarto trimestre si è registrato un calo degli afflussi a 8 miliardi (da 14,2 miliardi nel terzo trimestre). Nell’ultimo trimestre, l’effetto mercato ha continuato a sostenere le masse, con un apporto positivo di +1,1% nel complesso e di +1,4% sui soli fondi aperti, ha spiegato il direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni, Alessandro Rota, sottolineando che i fondi aperti hanno raggiunto un patrimonio pari a 1.344 miliardi. Sul fronte della raccolta, il bilancio annuale di questo segmento è positivo per 16,4 miliardi (+5 miliardi rispetto al 2024), nonostante deflussi per quasi 300 milioni nel periodo ottobre-dicembre. A livello di categoria, si conferma il successo dei fondi obbligazionari, che nel quarto trimestre hanno raccolto altri 5,6 miliardi (6,3 miliardi nel III trimestre), per un totale di 24,4 miliardi nell’anno, in analogia con il trend del 2024. Gli azionari invece hanno registrato deflussi per 3,5 miliardi nell’ultimo trimestre (da -1,4 miliardi) con un bilancio negativo per quasi 5 miliardi nell’intero 2025. Bilancio negativo anche per i flessibili (-3,4 miliardi nell’ultimo trimestre e -6,6 miliardi nell’anno). I bilanciati hanno raccolto 44 milioni di euro tra ottobre e dicembre (-9,5 miliardi nell’anno). Positiva per 12,5 miliardi di euro la lettura annuale della raccolta dei fondi di diritto italiano.
«Si tratta del riflesso del persistente successo di pubblico dei prodotti a scadenza che, nel 2025, hanno raccolto circa 22 miliardi», ha osservato Rota. «I dati spiegano buona parte della raccolta obbligazionaria, ma anche parte dei deflussi dei flessibili: siamo infatti di fronte a una rotazione rispetto ai prodotti flessibili lanciati anni fa», ha aggiunto Rota. La raccolta dei fondi cross border nell’anno è stata negativa per 1 miliardo di euro. «Questo dato è il bilancio netto di risultati piuttosto variegati, attribuibili in gran parte a un processo in corso di parziale sostituzione tra i fondi tradizionali a gestione attiva e gli Etf, anche attivi», ha argomentato il direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni.
In generale, i dati di dettaglio sulla raccolta per canale mostrano che le reti di consulenti finanziari hanno spiccato nel 2025, con valori compresi tra i 3 e i 6 miliardi a trimestre, nettamente superiori a quelli delle banche, mentre il mercato istituzionale ha evidenziato un’accentuata volatilità. Sul fronte degli altri prodotti di risparmio gestito, le gestioni di portafoglio dedicate alla clientela upper-affluent e private hanno registrato deflussi per circa 100 milioni di euro nel quarto trimestre. «Si tratta – ha precisato Rota – di un dato in controtendenza per una categoria di prodotto che nel 2025 ha fatto segnare flussi complessivi per ben 7 miliardi, in linea con l’anno precedente. È dunque un numero che va letto con una prospettiva di più lungo periodo».
Infine, i fondi chiusi hanno messo a segno una raccolta di 1,4 miliardi nel trimestre, concentrati nei fondi mobiliari, che tipicamente investono in imprese non quotate di piccole e medie dimensioni, mentre i mandati istituzionali hanno attratto 6,9 miliardi di afflussi.