Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 22 Domenica calendario

La guerra dei salotti chic: La Russa jr trascina Vecchioni in tribunale

La guerra dei salotti chic di Milano finisce in tribunale. Sulle differenze tra i giovani di sinistra e quelli di destra Roberto Vecchioni ha detto la sua, scivolando nei cliché. “Da una parte (a sinistra) sognavano che il mondo fosse migliore per tutti, dall’altra (a destra) che il mondo fosse migliore per loro”. C’è quindi stata la volta che, per corroborare una certa visione del mondo, si è lasciato andare. Era tra i “suoi”, va detto, a un evento culturale fiorentino, “La Gaberiana”, organizzato da Andrea Scanzi. “Applauditelo incita la platea il giornalista del Fatto è Vecchioni, mica La Russa”. Al grande cantautore quindi viene in mente un ricordo.
"Mia figlia aveva 14 anni, era il 1997. Per la prima volta fece una festicciola in casa con quattro amiche. Noi andammo a casa di mia mamma che abitava vicino”. Prosegue: “Dopo pochissimo comincia ad arrivare gente. Ragazzi di 17, 18, 19 anni, molti minorenni e molti maggiorenni. Sono entrati in casa e mi hanno rubato di tutto. Tutti i portasigari, mi hanno addirittura rubato le t-shirt e le mutande. A quel punto denuncio e un po’ di loro li beccano. Dico solo come si chiamava il ragazzo così si capisce chi è il padre. Il ragazzo si chiama Geronimo. Tutto è finito in una bolla di sapone”. Il senso che si coglie dal ragionamento di Vecchioni è che il figlio dell’allora deputato e oggi presidente del Senato, dal nome non comune quindi riconoscibilissimo, sia stato responsabile del furto e che l’abbia fatta franca. “È vera eh, ci sono gli atti, non è un problema”, assicura Vecchioni. “Nessuno è stato accusato, niente”. Mente Vecchioni, oppure ricorda male? Riporta invece la procura di Firenze, col pm Sandro Cutrignelli, che ha mandato a giudizio Vecchioni per diffamazione aggravata, che La Russa non solo fu indagato ma pure archiviato dal tribunale dei Minorenni di Milano, nel 1998. Altri giovani furono perseguiti.
Suona strano che un intellettuale del suo calibro (è difeso dagli avvocati Simone Giordano e Ugo Cerruti) abbia voluto tirare in ballo una persona che all’epoca era un adolescente, per di più innocente. A questo punto ci chiediamo: non è che il bullismo, che si ritiene imperversi tra i giovani di cui tanto piace parlare a Vecchioni, sia invece trans-generazionale?