il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2026
Meloni invitata all’evento Maga a Dallas a marzo. Ma non andrà
La tempistica non è delle migliori. L’esito del referendum costituzionale sulla giustizia che rischia di azzoppare il governo (in caso di vittoria del “No”). Ma anche le ultime divisioni europee sulla cultura Maga e sui dossier internazionali: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ne ha preso le distanze alla conferenza di Monaco, la premier italiana invece l’ha difesa. Ma per evitare ulteriori imbarazzi Giorgia Meloni a fine marzo non sarà a Dallas per partecipare al Cpac (Conservative Political Action Conference), l’evento annuale dei conservatori americani che negli ultimi anni è diventato il ritrovo del popolo Maga. Non a caso lo scorso anno fu Steve Bannon a prendersi la scena con un braccio teso che imbarazzò perfino i lepenisti francesi.
Nei giorni scorsi l’invito dei vertici del Cpac – dal presidente Matt Schlapp – è arrivato a Palazzo Chigi ma la premier, come negli ultimi anni da quando è arrivata a Chigi, ha deciso di declinare almeno in presenza. Alla conferenza, che quest’anno sarà organizzata a Dallas dal 25 al 28 marzo, andrà una delegazione di Fratelli d’Italia in nome del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) e una del think tank Nazione Futura di Francesco Giubilei. Probabile, invece, che Meloni possa mandare un videomessaggio ma a Palazzo Chigi non se n’è ancora parlato. La premier non andrà nemmeno alla Conferenza che si svolgerà nell’Ungheria di Viktor Orbán il 21 marzo (dopo il rifiuto a ospitarla in Italia) a cui parteciperà il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu e forse anche lo stesso Donald Trump. In questo modo la premier italiana ripeterebbe quello che ha fatto lo scorso anno in cui decise di inviare un videomessaggio al Cpac di Washington spiegando che senza gli Stati Uniti “l’occidente non esiste” ed elogiando la leadership “forte” del presidente americano. Eppure quest’anno la presenza di Meloni sarebbe ancora più significativa dopo le tensioni tra Bruxelles e Washington sulla Groenlandia, la guerra in Ucraina, i dazi e il board of Peace per Gaza. Presentarsi significherebbe, di fatto, fare un endorsement definitivo dell’amministrazione americana contro l’Ue.
L’assenza di Meloni a Dallas è dovuta anche a motivi di politica interna. Il Cpac arriverà a due giorni dalle urne sul referendum costituzionale sulla giustizia e sarebbe difficile organizzare un viaggio internazionale senza conoscere l’esito della consultazione. Anche per questo Meloni ha deciso di evitare altri viaggi internazionali prima del 22 e 23 marzo, eccezion fatta per il Consiglio Europeo di Bruxelles.
Intanto oggi in Italia non arriverà il presidente americano Donald Trump per la chiusura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Meloni sarà all’arena di Verona per la cerimonia di chiusura ma non avrà modo di ricucire con il presidente francese Emmanuel Macron dopo il botta e risposta degli ultimi giorni sull’omicidio del militante di estrema destra francese Quentin Deranque. La Francia ospiterà i prossimi giochi invernali e quindi ci sarà un esponente di Parigi. Al posto di Macron non ci sarà nemmeno il primo ministro Sebastien Lecornu ma la ministra dello Sport Marina Ferrari. Inoltre è stato rinviato il vertice intergovernativo di Tolosa di inizio aprile: si terrà a giugno dopo il G7 di Evian.