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 2026  febbraio 21 Sabato calendario

Ai Giochi arrivano gli ispettori: indagine su condizioni di lavoro

Le condizioni di lavoro nelle venues di gara di Milano Cortina 2026 finiscono sotto inchiesta. Funzionari di Ispettorati del lavoro del Nord Italia ieri hanno interrogato decine di persone, da Cortina ad Anterselva, da Predazzo a Bormio. Sono state prese a verbale le dichiarazioni di chi opera per conto di società che hanno ricevuto da Fondazione Milano Cortina l’incarico per vigilanza, controllo ed accoglienza.
Denunce di condizioni occupazionali non propriamente rispettose dei contratti circolavano da tempo. Il Fatto Quotidiano aveva raccolto alcune voci, in particolare di vigilanti impegnati a lavorare in turni di 12 ore consecutive, sette giorni su sette, di notte, al freddo, senza riposo settimanale. Qualcuno aveva spiegato che gli straordinari non vengono pagati e che il saldo delle paghe è dilazionato rispetto al periodo dell’impiego. Il quadro delle situazioni è molto variegato, perché comprende sia chi ha contratti a tempo indeterminato (in particolare società di vigilanza), sia chi è stato assunto per le Olimpiadi e le Paralimpiadi, per un impegno a tempo determinato, trovando impieghi vari, dalla ristorazione all’accoglienza, dal servizio di steward al trasporto di atleti, spettatori ed esponenti della Famiglia Olimpica.
Il blitz degli Ispettorati del lavoro ha gettato scompiglio nelle località olimpiche, in qualche caso alcuni lavoratori hanno segnalato tentativi di interferenze da parte di responsabili delle società da cui sono stati assunti. Le domande che gli ispettori hanno posto fanno capire come la verifica riguardi sia gli aspetti contrattuali, che le condizioni ambientali, oltre all’alloggio, ai trasporti, alle procedure di formazione e alle dotazioni di dispositivi di protezione individuale.
Gli ispettori hanno chiesto informazioni su datori di lavoro, mansioni, orari giornalieri e settimanali, organizzazione (anche gerarchica) dei servizi. Hanno anche chiesto quale sia la dotazione di abbigliamento fornita dalle società e in qualche caso hanno ricevuto risposte negative, perché se qualcuno ha avuto scaldacollo, giacca e berretto, ci sono altri che dicono di non aver avuto nulla. Gli ispettori hanno voluto vedere copia dei contratti, verificando il pagamento di eventuali diarie o rimborsi. Particolare attenzione è stata data ai luoghi di soggiorno (alberghi o appartamenti), spesso lontani anche più di un’ora da quelli dove il lavoro viene effettuato, il che comporta lunghi viaggi a bordo dei pullman forniti dall’organizzazione di Fondazione Milano Cortina. In alcuni casi gli ispettori hanno anche annotato segnalazioni di incidenti o di malattie (legate a condizioni di raffreddamento). A tutti hanno chiesto se abbiano effettuato corsi di preparazione e controlli sanitari.
Il popolo dei lavoranti olimpici è composto dallo staff di Fondazione Mico (circa 6mila persone), da 18 mila volontari e da 35 mila contractors o service providers. Gli accertamenti prevedono l’acquisizione di documenti nelle sedi di Fondazione Milano Cortina e delle società incaricate dei servizi.