la Repubblica, 22 febbraio 2026
Iran, riprendono le proteste: scontri nelle università tra studenti e governativi
Era l’inizio del nuovo semestre, e il primo giorno di lezioni in presenza, dopo la pausa decisa dalle autorità durante le proteste di gennaio. E molti studenti iraniani, ieri, hanno deciso di usare il ritorno all’università per fare quello per cui molti di loro sono stati uccisi in piazza: protestare.
In centinaia si sono radunati nei cortili di due prestigiose università di Teheran, la Amir Kabir e la Sharif, urlando slogan contro il sistema: “Libertà, libertà, libertà”, “Combattiamo, moriamo, riprendiamoci l’Iran”, “Morte al dittatore”, “Questo fiore caduto è dedicato alla patria”, scandivano riferendosi alle vittime della repressione. Alla Sharif i manifestanti si sono scontrati con un gruppo di studenti pro-governativi. L’agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran, sostiene che i lealisti stessero celebrando una cerimonia pacifica e che si sono opposti a «violazioni del divieto di mangiare e bere in pubblico durante il Ramadan». Ci sono state proteste anche all’università di Mashhad, la città santa teatro di una delle repressioni più violente durante le proteste di gennaio, e alla Shahid Beheshti, sempre a Teheran.
Gli studenti chiedono la liberazione di centinaia di loro compagni e docenti finiti in galera. Proprio l’arresto di un professore e noto attivista politico, Yaghoub Mohammadi, ha scatenato nuove manifestazioni anche ad Abdanan, nella provincia di Ilam, nord ovest curdo, una delle prime a ribellarsi lo scorso dicembre. La polizia avrebbe sparato proiettili in aria per disperdere la folla, ma non ci sono conferme.
Secondo il quotidiano Etemad, che riporta uno studio del seminario di Qom su 11.252 persone arrestate durante le recenti manifestazioni, la grande maggioranza, il 77%, ha meno di 30 anni, il 65% proviene da famiglie a basso reddito. Il 17% sono studenti delle scuole superiori. Nei giorni scorsi, il consiglio degli insegnanti ha organizzato la “protesta dei banchi vuoti” per ricordare gli almeno 200 adolescenti morti nelle piazze, e chiedere la liberazioni di tutti gli altri arrestati. In un liceo di Teheran, gli allievi hanno organizzato una cerimonia per ricordare il figlio di un loro professore ucciso nelle proteste, il 24enne Sadra Soltani. Padri e figli, docenti e allievi uniti dalle stesse ferite.