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 2026  febbraio 22 Domenica calendario

Pignataro supera Ferrero. È il più ricco d’Italia

Senza clamore e stando sempre nell’ombra ha scalato la classifica dei superpaperoni d’Italia. Secondo Forbes ora c’è lui in testa. Andrea Pignataro, 55 anni, è l’uomo più ricco del nostro Paese. Con un patrimonio di ben 42,8 miliardi di dollari. Stacca di mezzo miliardo il «re della Nutella» Giovanni Ferrero che da quattro anni era in testa nella classifica dei più ricchi d’Italia. L’ultimo che gli aveva temporaneamente insidiato il primato era stato il patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio. Si vedrà se Pignataro sarà in grado di reggere più a lungo. Il nuovo primato non fa che accrescere la fama di un personaggio tanto ricco, quanto riservato. Rarissime le apparizioni pubbliche o le interviste. Anche di foto ne circolano pochissime e spesso sono datate. Le fortune di Pignataro sono legate all’inarrestabile crescita della sua creatura Ion, fondata negli anni Novanta e specializzata nella gestione servizi di analisi finanziaria attraverso una serie di società che confluiscono nella holding lussemburghese Bessel Capital. Anche se ormai risiede stabilmente a Saint Moritz, è nato a Bologna, dove si è laureto in Economia, prima di trasferirsi a Londra per specializzarsi in matematica all’Imperial College e poi muovere i primi passi nel mondo della finanza come broker di Salomon Brothers. Nel nostro Paese continua a mantenere parte dei suoi interessi. Negli anni ha investito 5,7 miliardi su aziende di software e analisi dati e quote di banche e fondi di investimento. Controlla, tra l’altro Cerved, Cedacri e i servizi al credito di Prelios oltre a avere partecipazioni in Monte dei Paschi di Siena, Illimity e Cassa di Risparmio di Volterra.
Il sorpasso su Ferrero era nell’aria. Stando almeno ai dati dell’ultimo bilancio della cassaforte Bessel Capital che nell’ultimo anno ha raddoppiato gli utili: da 61 a 151 milioni (+146%). Un exploit legato ai ricchi dividendi delle controllate di Ion che da sola è valutata circa 30 miliardi di euro. La scorsa estate il nome di Pignataro era finito sui giornali per la transazione da 280 milioni con l’Agenzia delle Entrate che gli aveva contestato per un periodo fiscale la residenza all’estero.