Corriere della Sera, 22 febbraio 2026
Lecornu salta la cerimonia olimpica. E slitta il vertice tra Italia-Francia
L’atteso vertice tra Francia e Italia slitta ancora, e il premier Sebastien Lecornu annulla – «motivi di salute» – la sua presenza stasera all’Arena di Verona per la cerimonia di chiusura di Milano Cortina. Due segnali non incoraggianti quanto alla relazione tra Roma e Parigi, a pochi giorni dallo screzio tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron a proposito dell’omicidio del militante di estrema destra Quentin Deranque.
Il vertice tra i due governi avrebbe dovuto tenersi il 9 e il 10 aprile a Tolosa, e sancire la collaborazione nell’industria, la difesa e lo spazio. Un’occasione importante, dopo sei, inconsueti anni di pausa: il vertice precedente risale al 27 febbraio 2020, Napoli, pochi giorni prima del confinamento per Covid, e dopo vari rinvii per molte ragioni (dalle relazioni bilaterali talvolta complicate alla recente instabilità politica francese).
L’ennesimo rinvio sembra dipendere da una richiesta italiana, presentata a Macron il 12 febbraio a margine del ritiro dei capi di Stato e di governo europei nel castello di Alden Biesen in Belgio.
«Naturalmente ci adatteremo alle richieste italiane – ha detto una fonte diplomatica dell’Eliseo —, tenuto conto della forte volontà del presidente Macron di promuovere una relazione franco-italiana ambiziosa, come è testimoniato dal Trattato del Quirinale da lui avviato nel 2017 e concluso con Mario Draghi con il sostegno del presidente Mattarella». Le citazioni dell’ex premier Draghi e del capo dello Stato Mattarella, che in questi anni ha sempre fatto da garante della relazione Roma-Parigi nei momenti di crisi, sembrano un richiamo all’unità tra i due Paesi, in un nuovo momento di incomprensione personale tra la premier Meloni e il presidente Macron.
Dopo il messaggio di cordoglio inviato da Meloni ai francesi per l’uccisione di Quentin Deranque, Macron ha reagito con nervosismo e a margine di una visita in India ha invitato in sostanza la premier italiana a non occuparsi di quel che accade in Francia. Meloni ha risposto spiegando che la sua non voleva essere un’ingerenza, e ha ricordato semmai le passate ingerenze francesi, anche quanto alla violenza politica e all’ospitalità offerta dalla Francia a tanti ex esponenti delle Brigate Rosse durante e dopo gli anni di piombo.
E il premier Lecornu, che era atteso stasera a Verona per la cerimonia di chiusura e il passaggio di consegne alla Francia per i Giochi invernali 2030, resterà a Parigi, ufficialmente per motivi di salute. Al suo posto la ministra dello Sport Marina Ferrari, che già aveva rappresentato la Francia – al posto di Macron – alla cerimonia inaugurale.
Le due diplomazie lavorano adesso per fissare una nuova data per il vertice, se possibile dopo il G7 a Evian del 15-17 giugno e prima del 14 luglio, festa nazionale francese.