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 2026  febbraio 22 Domenica calendario

«Evitiamo gli israeliani»: Fuorionda Rai (con scuse) nella gara di bob a quattro

Negli incidenti di percorso che funestano il racconto olimpico della Rai fin dalla cerimonia di apertura, gioca un ruolo anche l’arretratezza tecnologica della tv di Stato sui campi di gara. La Rai, ad esempio, non dispone come tutti gli altri diffusori del cosiddetto sistema «quattro fili», quello che consente ai telecronisti di parlare con la regia escludendo in modo sicuro la comunicazione in chiaro ed evitando fuorionda indesiderati e, com’è accaduto ieri mattina in diretta su Rai2, dagli effetti devastanti.
Nel comunicare con il coordinamento giornalistico pochi secondi prima dell’inizio della sua cronaca, il commentatore del bob a quattro, Dario Di Gennaro, cronista che di solito si occupa di pallanuoto, senza accorgersi di avere la linea aperta ha detto: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Successivamente si sente anche un «no perché...» che poi viene sfumato con la partenza della telecronaca da chi si è accorto dell’errore.
Lo scopo del messaggio era di far mandare la pubblicità durante la discesa di Adam Edelman, Menachem Chem, Uri Zisman e Omer Kats, che si sarebbero piazzati al 25° e terzultimo posto. I motivi dell’inaccettabile censura? Da approfondire. In prima istanza si tende ad accreditare un goffo tentativo di schivare il caso di Stefan Renna, il commentatore della tv svizzera Rts che durante la telecronaca del bob a due invece di raccontare la discesa israeliana aveva citato a uno a uno i commenti sui social del frenatore Edelman a sostegno dell’azione militare a Gaza sollevando enorme indignazione e l’avvio di un’azione disciplinare. Sul perché il cronista Rai abbia chiesto di oscurare la discesa con la pubblicità, su chi ci fosse al coordinamento, per accertare se la direttiva sia partita o meno dall’alto la Rai ha aperto un’indagine interna.
Due ore più tardi, iniziando la telecronaca della seconda manche, Di Gennaro si è scusato dicendo che «l’espressione nel fuori onda prima della gara è stata del tutto inappropriata e non rispecchia in nessun modo i valori dello sport e del rispetto che devono guidare il servizio pubblico e il nostro lavoro», mentre il direttore ad interim della testata, Marco Lollobrigida, ha spiegato che la frase «non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport» aggiungendo che «sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere».
Unita anche la politica, da destra a sinistra, nel condannare l’episodio. «Preoccupa l’espressione fuori onda emersa prima della telecronaca della gara di bob contro la rappresentativa di Israele. Questo caso dimostra il retropensiero ideologico di alcuni dipendenti dell’azienda riguardo il conflitto in Medio Oriente» dichiara il presidente della Commissione Sport Editoria della Camera Federico Mollicone mentre di «frase gravissima che tradisce un pregiudizio incompatibile con il servizio pubblico» ha parlato la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai. Per il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi si è trattato di «un atto di antisemitismo da punire».
La giornata si è chiusa con un messaggio dell’ad Rai Giampaolo Rossi che ha ricordato come «l’obbligo di Rai sia garantire una narrazione sportiva improntata al rispetto di tutti gli atleti e di tutte le delegazioni, senza alcuna distinzione. Lo sport è competizione, ma soprattutto è incontro, dialogo e unità».