Corriere della Sera, 21 febbraio 2026
Sulla giustizia è scontro anche in Polonia
Di giustizia e riforme non si discute solo in Italia. In Polonia il governo centrista guidato da Donald Tusk si batte per modificare le riforme dell’ordinamento giudiziario introdotte dal governo precedente guidato dalla destra del Pis (alcune delle quali avevano portato a uno scontro istituzionale con l’Ue). Tusk, leader di Piattaforma civica, partito membro del Ppe, è al governo dal dicembre 2023 e negli ultimi mesi ha cercato di invertire la rotta sulla giustizia, ostacolato però dell’ex presidente della Repubblica, Andrzej Duda (del Pis, in carica fino allo scorso agosto), e poi del suo successore (eletto come indipendente ma supportato dallo stesso Pis) Karol Nawrocki. Quest’ultimo ha recentemente posto il veto a un disegno di legge che avrebbe modificato la composizione e il metodo di elezione del Consiglio nazionale della magistratura, l’organo che nomina i giudici e propone gli avanzamenti di carriera. Il tema fu oggetto della prima riforma del Pis nel 2016, che rese centrale il Parlamento nella scelta dei componenti del Consiglio e scatenò polemiche sulla minaccia all’indipendenza della magistratura. Il governo Tusk non ha i numeri per superare il veto del presidente e lo stallo politico ha riacceso il dibattito sulla giustizia nel Paese. Anche in Polonia le elezioni politiche sono previste nel 2027.