Corriere della Sera, 21 febbraio 2026
Il mistero dei soldi del principe Andrea.
Lo chalet in Svizzera, i viaggi, gli orologi, il Royal Lodge a Windsor, i lavori di ristrutturazione, i voli a bordo di aerei privati, le Rolls Royce. Le finanze di Andrea Mountbatten-Windsor rappresentano un punto interrogativo. Come ha potuto il fratello del re assicurarsi una vita di lussi, prima di arrivare, come sembra, a rasentare la bancarotta?
Dalla carte di Jeffrey Epstein – 3.5 milioni di documenti resi noti dal dipartimento della Giustizia il 30 gennaio – sembra emergere un do ut des attraverso il quale il fratello di re Carlo utilizzava i contatti e le informazioni ottenuti grazie al suo nome e ai suoi titoli a scopo di lucro, un’attività che lo ha portato a divulgare rapporti governativi confidenziali. Il finanziere pedofilo era il «mago» in grado di negoziare accordi vantaggiosi per l’ex principe: come quello, poi sfumato, con il gruppo Cantor Fitzgerald che ad Andrea sarebbe valso il 40% dei profitti di ogni affare giunto da una sua introduzione.
Avidità
Una sete di soldi sorprendente considerando che, prima di cadere in disgrazia, Andrea riceveva come membro della famiglia reale uno stipendio di circa 240.000 sterline l’anno oltre alle abitazioni, le spese per gli spostamenti, etc. Quando, per via dello scandalo Epstein, era stato costretto a ritirarsi a vita privata, la regina Elisabetta aveva continuato a versare al figlio, dal 2019 alla sua morte nel 2022, un milione di sterline l’anno e ad assumersi l’onere della sua scorta (tre milioni l’anno). L’anno scorso, quando ha spogliato il fratello dei titoli e lo ha obbligato a lasciare l’elegante Royal Lodge di Windsor per un cottage a Sandringham, Carlo ha interrotto ogni pagamento.
Lo stesso re, d’altronde, non riusciva a spiegarsi come Andrea potesse permettersi l’amata residenza della regina madre, 20 camere da letto, cinque saloni, due studi e un’ampia sala da pranzo immersi nello sterminato parco di Windsor. Andrea si era assicurato l’uso del Royal Lodge nel 2003 con un milione di sterline e la promessa di eseguire lavori di ristrutturazione per 7,5 milioni, che risultano essere stati effettuati e regolarmente pagati nel 2005. Da dove arrivavano i soldi?
Arrotondare
Sulla carta le entrate dell’ex principe Andrea sono limitate. Come ex ufficiale di Marina, il terzo figlio di Elisabetta, sotto inchiesta ora per abuso di ufficio pubblico, percepisce una pensione militare di circa 20.000 sterline l’anno (23.000 euro). In più ha diritto alla pensione pubblica, circa 11.000 sterline annue. Sembra più che possibile ora che negli anni in cui, grazie anche all’appoggio di Peter Mandelson, altro amico di Epstein, Andrea ricoprì il ruolo di inviato speciale del governo per il commercio internazionale e gli investimenti, l’ex principe abbia lavorato anche per incrementare le sue entrate. Una formula ufficializzata con l’ iniziativa successiva, Pitch@Palace, società fondata da Andrea nel 2014, il cui obiettivo era quello di mettere in contatto imprenditori con investitori, mentori e influencer sfruttando, come indica il nome, la sua appartenenza alla famiglia reale e i privilegi che questa comportava. Che Andrea avesse il pallino per il lusso e che il matrimonio con Sarah Ferguson non avesse che peggiorato la situazione era emerso subito dopo le nozze con la costruzione di Sunninghill Park, la villa dove gli allora duchi abitarono per 10 anni.
L’affare della villa
La casa era un regalo di Elisabetta ma né la regina, né tantomeno Filippo, potevano immaginare quanto sarebbe venuta a costare. Nel 2007 la villa fu venduta per 15 milioni di sterline all’imprenditore kazako Timur Kulibayev, transazione sospetta: il miliardario fece immediatamente distruggere e ricostruire la villa pur avendo pagato 3 milioni più delle stime. Kulibayev era il genero di Nursultan Nazarbayev, ex presidente-dittatore del Kazakhstan, Paese che Andrea aveva visitato diverse volte e dove sembra aver aiutato armatori greci e svizzeri a ottenere contratti.
Nel 2022 Andrea ha venduto lo chalet di Verbier, Helora, per 19 milioni di sterline, cifra che gli permise di pagare debiti milionari e che probabilmente lo aiutò a mettere insieme i 12 milioni di sterline che, grazie anche al contributo di Elisabetta, avrebbe versato a Virginia Giuffre per evitare la causa da lei intentata negli Stati Uniti.