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 2026  febbraio 20 Venerdì calendario

Trump inaugura il suo Board per Gaza: «Vigilerà sull’Onu, dagli Usa 10 miliardi»

Gli Stati Uniti hanno promesso 10 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza e quasi 7 miliardi arriveranno da altri Paesi (Emirati, Kuwait, Qatar, Bahrein, Arabia saudita, Kazakistan, Azerbaijan, Marocco, Uzbekistan), mentre alla Forza di stabilizzazione internazionale contribuiranno l’Indonesia (che ne assumerà il comando e fornirà fino a 8 mila truppe), Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania. La polizia, che in questo piano sarà responsabile del disarmo di Hamas, verrà addestrata da Egitto e Giordania e già «2 mila persone hanno fatto domanda» per diventare agenti. La Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti legati al calcio, le Nazioni Unite verseranno due miliardi di dollari per l’assistenza umanitaria. Sono alcuni degli annunci fatti da Donald Trump ieri all’incontro inaugurale del suo Board per la pace a Washington, presentato come «Il Board più prestigioso mai messo insieme. Sapete, ho visto grandi board di corporation… Briciole, se paragonati a questo».
Erano 47 i Paesi presenti, membri e osservatori erano stati mischiati insieme. «Molti dei nostri amici in Europa sono presenti oggi e non vediamo l’ora che diventino membri a pieno titolo. Vogliono tutti diventarlo. E abbiamo avuto un’ottima risposta dall’Europa», ha affermato il presidente americano. Dell’Unione europea solo Ungheria e Bulgaria hanno aderito e in realtà tanti non hanno intenzione di farlo, ma molti erano venuti a osservare (l’Italia rappresentata dal ministro degli Esteri Tajani, l’Ue, la Romania, Cipro, la Grecia, l’Austria, la Croazia, la Finlandia, la Germania, la Repubblica ceca, la Norvegia, la Polonia, diversi a livello di ambasciatori). Da Parigi il ministro per l’Europa e gli Affari esteri Jean-Noël Barrot ha protestato: «La Commissione europea non avrebbe dovuto mai partecipare, non aveva ricevuto il mandato del Consiglio». L’ambasciatore spagnolo, secondo fonti locali, ha ricevuto indicazione da Madrid di non presentarsi. Trump ha detto che la Norvegia ospiterà il prossimo incontro del Board, ma il Paese ha chiarito che non diventerà membro. Il presidente Usa ha poi avvertito: «Quasi tutti hanno accettato e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po’ facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me. Stanno giocando un po’, ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente».
Il Board della pace include Israele ma non rappresentanti palestinesi, e i ripetuti riferimenti a un potere «illimitato» – al di là di Gaza – hanno provocato il timore che questo organismo possa porsi come alternativo all’Onu per la diplomazia e la risoluzione dei conflitti. Trump ha adottato ieri un tono conciliatorio, citando il «grande potenziale» dell’Onu, presentandosi come un difensore dell’organizzazione «anche se c’è chi crede che non abbia futuro». Ha detto che parlerà presto con il segretario generale Guterres, ha promesso persino aiuti finanziari (dopo averli tagliati) all’Onu, ma ha aggiunto che il Board era necessario perché «la situazione di Gaza era impossibile da risolvere nell’ambito delle strutture delle Nazioni Unite… Così abbiamo fatto in modo che si andasse all’Onu, ottenendo l’approvazione per creare questo gruppo». E ha presentato il Board come una sorta di controllore: «Vigilerà sulle Nazioni Unite e si assicurerà che funzionino correttamente».
Dopo il discorso del presidente, un video promozionale ha dichiarato che Rafah sarà la «prima nuova città» a essere costruita a Gaza nel giro di tre anni; entro il decimo anno «Gaza sarà autogovernata, integrata nella regione con industrie fiorenti e abitazioni adeguate». Ma il piano ha davanti ostacoli enormi. Il disarmo di Hamas, il ritiro delle truppe israeliane, i fondi per la ricostruzione (costi previsti intorno ai 70 miliardi di dollari) e gli aiuti umanitari saranno i veri test nelle settimane e mesi a venire. Trump ha detto che spera che non sarà necessario l’uso della forza per disarmare Hamas, ma ha aggiunto: «Lo scopriremo».