Avvenire, 19 febbraio 2026
Le diseguaglianze tagliano in due gli Usa: negli Stati liberal si vive dieci anni in più
Negli Stati Uniti dove abiti non determina solo il paesaggio o il costo della spesa. Sempre più spesso incide anche su quanto a lungo vivrai. Negli ultimi decenni, mentre le differenze politiche tra gli Stati si sono ampliate, si è allargato anche il divario nell’aspettativa di vita. Nei territori più “liberal”, è cresciuta di oltre tre anni per le donne bianche e di oltre dieci anni per gli uomini afroamericani. Negli Stati più conservatori non ci sono stati miglioramenti.
Una recente analisi dell’Unione internazionale per lo studio della popolazione (Iuspp), che ha incrociato trent’anni di orientamenti politici con i dati sulla mortalità, mostra un quadro netto: tra il 1990 e il 2019 gli Stati con politiche sociali e sanitarie più estese, spesso di matrice dem, hanno registrato progressi nella longevità molto più marcati rispetto a quelli con politiche più restrittive, a tendenza repubblicana. In alcuni casi il divario è sorprendente.
Non si tratta di un nesso diretto tra orientamento politico individuale e salute.
Piuttosto, emerge il peso delle politiche pubbliche: accesso all’assistenza sanitaria, prevenzione delle malattie croniche, programmi sociali, sicurezza urbana, controllo delle armi, investimenti in istruzione e welfare. Questi fattori – più diffusi negli Stati con politiche sociali di stampo liberal – incidono sulla qualità e sulla durata della vita in modo concreto.
Il risultato è un nuovo, inedito, tipo di disuguaglianza. Se nel Novecento le differenze più marcate erano legate soprattutto alla razza o al reddito, oggi la “mappa della longevità” negli Stati Uniti si sta ridisegnando lungo le linee delle politiche statali, ribaltando scenari storici. In alcuni Stati con politiche sociali più solide, infatti, l’aspettativa di vita di cittadini afroamericani ha superato quella di bianchi in Stati con minori tutele sociali: un’inversione rispetto a schemi consolidati.
I progressi sono legati a fattori diversi. Tra i più giovani, soprattutto per gli uomini afroamericani, hanno inciso la riduzione dei decessi dovuta all’Aids e alla violenza.
Tra gli adulti e gli anziani, i guadagni maggiori derivano dalla diminuzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori e delle patologie respiratorie. Anche la prevenzione e la diagnosi precoce hanno giocato un ruolo importante. Un elemento, però, ha ridotto i benefici complessivi: la crisi degli oppioidi, che ha colpito tutti i territori e attenuato il vantaggio degli Stati con politiche più avanzate.
Il quadro interno agli Stati Uniti trova un parallelo sul piano internazionale. Un ampio studio pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine, basato su oltre 73mila adulti tra i 50 e gli 85 anni, mostra che gli americani – a ogni livello di reddito – hanno tassi di mortalità più elevati rispetto agli europei. Anche i cittadini più ricchi degli Stati Uniti vivono mediamente meno della classe media in Europa occidentale; in alcuni casi, le loro probabilità di sopravvivenza sono simili a quelle dei gruppi più poveri di Paesi come Francia, Germania o Paesi Bassi.
Anche in questo caso, le ragioni sono molteplici, ma rispecchiano una dinamica simile a quella interna agli Usa. L’Europa, pur con differenze da Paese a Paese, dispone in generale di reti di protezione sociale più ampie, sistemi sanitari universali, minori disuguaglianze economiche e politiche di prevenzione più capillari. Negli Stati Uniti, invece, l’accesso alle cure e ai servizi resta fortemente legato al reddito e al tipo di cure disponibili nella città di residenza. Ne deriva una vulnerabilità diffusa: «Anche gli americani più ricchi non sono immuni dai problemi sistemici che riducono l’aspettativa di vita», osservano i ricercatori.
Il confronto suggerisce che, sempre più, la longevità non dipende soltanto dalla ricchezza individuale o dalle scelte personali, ma che in presenza di politiche pubbliche che riducono le disuguaglianze e rafforzano i servizi – dalla sanità alla prevenzione, dall’istruzione all’ambiente – la vita tende ad allungarsi.