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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

In Russia banche al collasso: a rischio crediti per 114 miliardi di euro

«All’apparenza è tutto come al solito, ma se ci sono difficoltà con l’apertura di mutui, con la restituzione di crediti o con fallimenti societari vari è complicato rendersene conto se una persona non è un’addetta ai lavori». Ivan ha investito i suoi soldi in parte alla borsa di Mosca, in parte nei pacchetti risparmio dei più grandi istituti bancari russi, che oggi offrono rendimenti annuali tra il 14 e il 16%. L’anziano è tranquillo anche se si rende conto che le turbolenze geopolitiche e la crisi ucraina potranno provocare, in futuro, sorprese non positive.
Il recente passato è stato con lui generoso: l’anno scorso l’uomo ha realizzato il 22% di interessi sul capitale, solo tenendo fermi i soldi in banca sul conto risparmio. Ma le vacche grasse in Russia sono finite! Economisti pro-Cremlino dell’istituto Tsmakp hanno infatti appena annunciato che è iniziata la crisi bancaria nel Paese. A fine ottobre, stando ai dati della Banca centrale (Bcr), problematici erano considerati l’11,2% dei crediti accordati alle società pari a 10,4 trilioni di rubli (114 miliardi di euro) e il 6,1% di quelli al dettaglio pari a 2,3 trilioni. Ora, in una circolare, la Banca centrale ha invitato gli istituti ad accogliere le richieste per la ristrutturazione dei crediti solo se c’è la speranza di un esito finale positivo. In questo modo si spera di evitare un fallimento di massa del business privato. Tale disposizione è però in contrasto con quella emessa nella primavera scorsa in cui si invitava le banche ad andare incontro alle esigenze dei clienti almeno nel primo semestre 2025.
Il governo di Mosca sta cercando con urgenza ulteriori 1,2 trilioni di rubli (13,1 miliardi di euro) per il budget federale che naviga in acque infide per il crollo delle entrate provenienti dal settore petrolifero e del gas in presenza di spese militari probabilmente superiori rispetto ai 12,9 trilioni preventivati (141 miliardi euro). A gennaio il prezzo dell’Urals (il greggio russo) era di 35 dollari al barile rispetto ai 59 previsti. Un vero disastro per le casse del Cremlino!
Anche se i problemi finanziari sono già seri Putin continuerà la sua “Operazione militare speciale” in Ucraina, prevede Vladislav Inozemtsev. Il capo del Cremlino, asserisce il noto economista russo, «spingerà la Banca centrale a stampare carta moneta, proseguirà ad alzare le tasse, venderà proprietà statali». Queste mosse gli consentiranno di avere a disposizione i capitali necessari per continuare il conflitto nel 2026 e forse nel 2027, pensa Inozemtsev. Quella di Putin è una battaglia esistenziale, non lo si dimentichi. Di diverso parere sono alcuni top-manager (anonimi) russi, citati dalla stampa occidentale, secondo i quali la crisi scoppierà “tra 3-4 mesi”, entro l’estate.
Il sistema bancario è sotto una sempre più crescente pressione per gli alti tassi di interesse – (ora 15,5%) imposti dalla Bcr per combattere l’inflazione – e per l’enorme quantità di crediti emanati per finanziare il settore militare. Ufficialmente il tasso di inflazione è del 6%, ma il carrello della spesa fornisce indicazioni differenti. Secondo alcuni calcoli, ad esempio, il prezzo delle patate (comprate della stessa qualità e nello stesso supermarket) è aumentato del 167% dal gennaio 2024 al gennaio 2026; cioccolata +125%; latte +57%; pane +45%. Frutta, verdura e carne hanno subito i rincari più sensibili. La gente si lamenta, ma nulla di più.
Le brutte notizie non sono, però, finite qui se Donald Trump proseguirà nel suo impegno a bloccare il petrolio russo venduto alla Cina attraverso l’India e – dopo anni in cui si è fatto finta di niente – l’Unione Europea fermerà realmente la “flotta ombra” che consegna l’export di “oro nero” di Mosca in giro per il mondo. «Si vive alla giornata – sintetizza Ivan – e si sta con gli occhi ben aperti, sperando che non succeda nulla di irreparabile».
Come nel 1991, al tempo del fallimento finanziario dell’Unione Sovietica di Michail Gorbaciov, evento che lasciò la popolazione sul lastrico.