ilgiornale.it, 19 febbraio 2026
Travolto dal terrorismo islamico: cosa succede in Pakistan
Nuova ondata di violenza jihadista in Pakistan. Le ultime tensioni hanno riguardato in particolare le zone al confine con l’Afghanistan. Almeno 14 persone, tra cui 11 membri delle forze di sicurezza e tre civili, compreso un bambino, sono morte in una serie di attacchi coordinati nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Due attentati dinamitardi e uno scontro a fuoco tra polizia e militanti hanno provocato anche oltre 25 feriti, in un contesto di crescente instabilità che sta coinvolgendo sia il nord-ovest sia il sud-ovest del Paese. Ecco che cosa sta succedendo in Pakistan.
L’elenco degli ultimi episodi di sangue è particolarmente lunga. A Bajaur un attentatore suicida ha lanciato un veicolo carico di esplosivo contro il muro di un seminario religioso, uccidendo otto agenti di polizia e membri del Frontier Corps e ferendone altri dieci. L’esplosione ha causato il crollo dei tetti di abitazioni vicine, provocando la morte di un bambino e aggravando un bilancio che le autorità temono possa aumentare. A Bannu, invece, un ordigno piazzato in un risciò è esploso nei pressi della stazione di polizia di Miryan, causando la morte di due civili e il ferimento di 17 persone.
Nello stesso giorno, nel distretto di Shangla, tre poliziotti e tre militanti sono rimasti uccisi durante un’operazione di ricerca. La polizia locale ha dichiarato che i militanti coinvolti erano responsabili di attacchi contro cittadini cinesi impegnati in progetti infrastrutturali nel Paese, un dettaglio che sottolinea la dimensione internazionale della minaccia.
Secondo quanto riportato da Arab News, le forze di sicurezza pakistane hanno inoltre ucciso 14 presunti militanti in due operazioni antiterrorismo distinte nella provincia sudoccidentale del Balochistan, regione da decenni teatro di un’insurrezione separatista. A Quetta, otto sospetti sono stati eliminati durante un’operazione del Counter Terrorism Department (CTD), mentre altri sei sono morti in uno scontro a fuoco nel distretto di Barkhan. Le autorità hanno riferito del recupero di armi ed esplosivi e del ferimento di tre agenti.
Il Balochistan, la provincia più vasta ma meno popolata del Paese, confina con Iran e Afghanistan ed è ricco di risorse naturali. Gruppi come la Baloch Liberation Army accusano Islamabad di sfruttare il territorio senza benefici per la popolazione locale. La violenza è aumentata dopo vari attacchi coordinati che il mese scorso hanno provocato decine di morti tra civili e forze di sicurezza.
Parallelamente, la minaccia jihadista resta elevata: questo mese lo Stato Islamico ha rivendicato un attentato suicida contro una moschea sciita nella capitale Islamabad, con oltre 30 vittime e più di 160 feriti. Lo Stato Islamico della Provincia del Khorasan (ISKP) ha aumentato le operazioni in Pakistan dopo la presa del potere dei talebani in Afghanistan nel 2021, sfruttando i confini porosi e le tensioni settarie.
La spirale di attentati colpisce anche gli interessi strategici della Cina, principale alleato regionale di Islamabad. Negli ultimi anni Pechino ha investito miliardi di dollari nel Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC), parte della più ampia iniziativa globale Belt and Road Initiative.
Proprio la presenza di tecnici e lavoratori cinesi ha reso alcuni progetti infrastrutturali bersaglio di attacchi violenti. Pechino ha ripetutamente sollecitato Islamabad a rafforzare le misure di sicurezza ma la situazione resta tesa.