il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2026
Truffa aggravata sui rimborsi dell’auto blu: il presidente della Calabria Occhiuto è indagato a Roma
L’indagine su Roberto Occhiuto è arrivata a Roma. Il presidente della Calabria è indagato per truffa (articolo 640 II comma codice penale) per i rimborsi di 3.800 euro al mese percepiti dalla Regione per l’automobile usata per l’esercizio delle sue funzioni nonostante il governatore già fruisse di un’altra auto pagata sempre dalla Regione.
L’indagine carsica sul presidente è emersa a Catanzaro come una fiumara in estate con l’avviso di proroga indagine di giugno e l’interrogatorio di Occhiuto, su sua richiesta, a luglio. Il presidente, preso atto delle contestazioni, ha chiamato le elezioni anticipate cercando l’ordalia che lavasse tutto. A ottobre è stato riconfermato con il 57,2 per cento, tre punti in più del 2021. Il giudizio del popolo lo ha rieletto, ma non prosciolto. La GdF sta ultimando il suo lavoro ed è arrivato il momento delle scelte per i pm. Dopo il terremoto politico, il sostituto Domenico Assumma, l’aggiunto Giancarlo Novelli e il procuratore Salvatore Curcio, devono decidere se chiedere il processo o l’archiviazione.
Al Fatto risulta che Occhiuto resta indagato (oltre che a Roma per truffa) anche a Catanzaro per due casi di presunta corruzione: il primo legato ai rapporti con l’ex socio nella Tenuta del Castello Srl, Paolo Posteraro, e il secondo per i rapporti con Valentina Cavaliere, ex amministratrice della Tenuta. Inoltre i pm catanzaresi contestano a Occhiuto una presunta malversazione ex articolo 316 bis del codice penale per i fondi europei ricevuti dall’Universitat Autònoma de Barcelona il 17 marzo 2022 dalla Tenuta del Castello nell’ambito del progetto comunitario di tracciamento delle uve: Trace Windu. Occhiuto non è mai stato amministratore ma solo socio di minoranza di Tenuta del Castello dal 14 febbraio 2019 al 27 aprile 2022. Come il socio Posteraro però avrebbe percepito un bonifico di 12 mila euro dalla società “la cui provvista – secondo la GdF – è stata costituita almeno in parte (…) grazie all’erogazione Trace Windu”. Si tratta di ipotesi di accusa e va ricordata la presunzione di non colpevolezza.
La presunta truffa sui rimborsi per l’auto è finita a Roma perché il reato si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso. E i bonifici dei rimborsi sono stati incassati presso l’agenzia di Roma dove il presidente, vicesegretario di FI ed ex deputato, ha il suo conto.
La questione dell’auto – planata da poco sul tavolo del procuratore aggiunto di Roma Giuseppe De Falco – fu scoperta per caso dalla GdF intercettando il telefono di Paolo Posteraro, ex socio di Occhiuto ed ex collaboratore della di lui compagna, Matilde Siracusano, sottosegretario di Forza Italia, estranea all’indagine. Nell’informativa della GdF si legge: “Con riferimento all’autovettura Audi Q4 Sportback 40 E-Tron, targata G.…A, nella disponibilità di Occhiuto, Posteraro riferiva alla moglie (Maria Gabriella Dodaro, magistrato della Corte dei Conti, all’epoca in servizio presso la Procura regionale per la Calabria, ndr) ’gliene pago un’altra in forza della quale lui pija un bel rimborso dalla Regione!’. Inoltre, confermando quanto riferito alla moglie, sempre Posteraro evidenziava anche a O.B. che Occhiuto aveva la disponibilità dell’autovettura Audi Q4 Sportback 40 E-Tron, targata G…A, esclusivamente per giustificare il fatto che ‘pijava (prendeva, ndr) 5.000 euro u mise (al mese, ndr) di rimborso dalla Regione!’. La circostanza – scriveva allora la GdF – dovrà essere verificata, anche in considerazione del fatto che tale autovettura è stata vista in diverse occasioni da personale di questo Reparto (cfr. relazione di servizio, allegato nr. 1) presso la città di Cosenza allorquando Occhiuto si trovava altrove e che il presidente della Regione si muove molto spesso con l’auto Audi A6 Limousine targata G…H, di proprietà della Volkswagen Leasing GMBH (…). Peraltro, lo stesso Posteraro, in una conversazione riportata infra, evidenziava che l’auto era quasi sempre ferma e che serviva unicamente a Occhiuto per ottenere un rimborso dalla Regione Calabria”. La GdF segnalava anche una conversazione intercettata dalla quale emergeva un tamponamento effettuato dall’Audi Q4 guidata dal figlio di Occhiuto.
Il Consiglio regionale calabrese riconosce ai consiglieri e al presidente un rimborso generoso per le spese sostenute per l’auto usata nell’esercizio delle funzioni: 3.800 euro al mese. Nell’ipotesi dei pm quel rimborso non spetterebbe a Occhiuto, che avrebbe dovuto comunicare di avere a disposizione, grazie alla Regione, già un’altra auto: la Audi A6 citata dalla GdF e in precedenza una Land Rover. Nei mesi scorsi, il Corriere di Calabria ha pubblicato una nota dell’Avvocatura regionale che assolveva a suo modo Occhiuto sostenendo tra l’altro che “il contributo erogato al presidente (…) prescinda dall’utilizzo dell’autovettura di servizio a titolo gratuito”. Ora però sarà la Procura di Roma a valutare se a Occhiuto spettasse quel rimborso e se fosse obbligato a comunicare alla Regione di non averne bisogno. Sarà il pm De Falco a dover decidere se notificare la richiesta di archiviazione o la chiusura indagine che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Un bivio che Occhiuto affronterà con il giusto distacco, da presidente eletto con 4 anni e mezzo di legislatura davanti.