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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

Nel 2025 ci sono stati 65 morsi accidentali di squali nel mondo

Quale rischio rappresentano davvero gli squali per la nostra specie? Al di là dei casi di cronaca che raggiungono i giornali e che possono falsare la nostra percezione del rischio, solo i dati possono raccontare la situazione. Come quelli che sono appena stati resi noti dall’International Shark Attack File (Isaf), iniziativa dedicata del Florida Museum.
I numeri nudi e crudi dicono che in totale per il 2025 sono stati accertati 94 morsi di squali, due terzi dei quali non provocati (accidentali, nel senso non dovuti a una chiara attività di disturbo umano). La stragrande maggioranza (di quelli non provocati) si sono avuti negli Stati Uniti e in Australia (rispettivamente 25 e 21), seguiti dalle Bahamas e Nuova Zelanda (5 e 3 incidenti). Florida, California e Hawaii sono gli stati americani in cui ci sono stati più casi. Le vittime di questi attacchi, riferiscono dal museo americano, sono state 12, 9 se si considerano solo gli attacchi non provocati (4 dovuti a uno squalo bianco). Gli amanti degli sport da tavola, come il surf, sono tra le categorie più colpite (32% degli attacchi).
Il museo ha realizzato anche una mappa interattiva per osservare l’andamento del fenomeno nel tempo, parte dagli inizi del Novecento e arriva ai giorni nostri ed è possibile selezionare la specie di squalo responsabile degli attacchi documentati. Dall’analisi temporale si osserva che nel complesso il numero, di per sé contenuto, non varia moltissimo di anno in anno e che il rischio in generale per la popolazione rimane molto basso, rimarcano dall’istituzione. Per dire, è molto più basso di altri rischi che si corrono in mare, come stimato da alcuni ricercatori.
“I morsi di squalo sono la conseguenza della biologia degli animali, delle condizioni climatiche e del numero di persone in acqua al momento dell’incidente. Questi modelli globali cambiano solo leggermente da un anno all’altro – ha dichiarato in una nota Gavin Naylor a capo del Florida Program for Shark Research del Florida Museum of Natural History – Gli incidenti regionali invece oscillano molto, e queste tendenze locali sono interessanti”. In merito, gli Stati Uniti hanno avuto una sensibile diminuzione dei morsi di squali negli ultimi anni, al contrario invece dell’aumento che si è osservato in Australia. Paese dove nell’ultimo mese sono stati segnalati anomali casi di attacchi, imputabili, secondo alcuni esperti, a una serie di fattori, come un maggior afflusso di bagnanti e balene, ma anche l’aumento delle temperature dell’acqua.
Il lavoro dell’International Shark Attack File (Isaf), che raccoglie direttamente le segnalazioni mettendo a disposizione dei questionari, ha certamente dei limiti, riconoscono gli stessi esperti. Non è detto infatti che tutti gli attacchi siano documentati e non sempre è possibile identificare la specie coinvolta. Ma offre uno sguardo il più possibile scientifico alla questione, parallelo a quello della ricerca sul campo che studia e monitora i rischi di estinzione che colpiscono diverse specie di squali.