repubblica.it, 19 febbraio 2026
L’azzardo di Del Vecchio, offerta miliardaria ai fratelli
Una nuova mossa di Leonardo Maria Del Vecchio irrompe sulla scena della successione, a tre anni e mezzo dalla scomparsa del cavalier Leonardo, fondatore di Luxottica. Leonardo Maria, unico famigliare al momento impiegato nel gruppo EssilorLuxottica con la carica di chief of strategy e presidente di Ray Ban, ha scritto alla cassaforte Delfin e agli altri soci esprimendo la volontà di esercitare il diritto di prelazione sulle due quote, ciascuna del 12,5%, dei fratelli Luca e Paola. “Ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre”, ha dichiarato un portavoce all’Ansa in merito all’operazione.
In un’assemblea di fine ottobre 2025 i due fratelli avevano chiesto di poter trasferire queste due quote in una società separata al fine di renderle negoziabili e bancabili. Ma solo cinque soci su otto avevano dato il via libera e così Luca e Paola si erano rivolti al giudice del Lussemburgo affinché definisse un prezzo a cui il trasferimento possa essere effettuato. La legge lussemburghese impedisce infatti che vi sia un divieto a vita di uscire da una compagine societaria. Leonardo Maria, a quanto si è potuto apprendere da fonti a lui vicine, sarebbe animato dalla volontà di sbloccare la successione facendo uscire dalla compagine societaria i soci dissenzienti, cioè Luca, Clemente e Paola, che con l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario hanno congelato tutto. E provocato cause incrociate tra i famigliari e alcuni beneficiari del patrimonio di Leonardo come Francesco Milleri, presidente di Delfin e ceo del gruppo Essilux.
Il problema, ovviamente, è il prezzo a cui Leonardo Maria dovrebbe rilevare le quote, visto che a valori di mercato il 25% di Delfin vale circa 14 miliardi di euro. Una cifra astronomica che difficilmente le banche o i private equity sarebbero disposte a finanziare, visto che Leonardo Maria è già esposto per diverse centinaia di milioni con il sistema bancario e il suo family office, Lmdv Capital, non produce ancora cassa. Inoltre, a fronte della mossa di Leonardo Maria, è partita la controffensiva della sorella Marisa, che in una lettera inviata a Delfin ha chiesto alla società di riscattare lei stessa il 25% di Luca e Paola. Ma anche per una società del calibro di Delfin, che produce più di un miliardo di utili all’anno, ha circa 3 miliardi di debiti a fronte di un valore patrimoniale intorno ai 55 miliardi, non sarebbe facile far fronte a un riacquisto di 14 miliardi.
Anche se questo valore, presumibilmente, potrebbe essere negoziato al ribasso sia da Leonardo Maria sia da Delfin. In ogni caso Marisa ha chiesto sei mesi di tempo in più affinché la Delfin possa organizzarsi e dunque la società dovrebbe aver già chiesto al giudice del Lussemburgo una proroga di almeno 90 giorni rispetto alla scadenza fissata per l’esercizio del diritto di prelazione e del diritto di riscatto. Una proroga che, se accordata, farebbe slittare anche la decisione del giudice sul prezzo delle azioni.