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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

Dal governo colpo ai giornali. Addio sgravi fiscali sulla carta

Da una parte gli editori che accusano il governo di averli lasciati soli. Dall’altra il governo che rivendica sia gli impegni per l’editoria. Sia di aver fatto «il massimo con le risorse disponibili» per salvare almeno una parte degli incentivi all’occupazione. Il Milleproroghe si avvia verso il voto alla Camera trascinandosi due fronti aperti: lo stop alla proroga del credito d’imposta sulla carta e la mini proroga – con una nuova stretta – di soli quattro mesi per i bonus giovani e Zes. E di un anno per il bonus donne.
Il “caso” editoria esplode in commissione Affari costituzionali e bilancio alla Camera. L’emendamento bipartisan che prevedeva di estendere al triennio 2026-2028 il credito d’imposta per l’acquisto della carta viene assorbito in una riformulazione che mantiene solo la proroga del rimborso a Poste per le spedizioni editoriali. Il tax credit sparisce. «Prendiamo atto, con rammarico, dell’ennesima decisione del governo e dei partiti di maggioranza che dimostra, a differenza delle precedenti legislature, l’assenza di volontà di sostenere con i fatti un comparto fondamentale per la corretta informazione e per la salvaguardia della democrazia», attacca Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg.
Parole «irricevibili» per il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, che ricorda come l’esecutivo si sia «prodigato a sostegno dell’ecosistema informativo italiano», mettendo sul piatto «misure straordinarie per oltre 120 milioni solo nell’ultimo anno». Dalla maggioranza arriva anche la promessa di una riforma organica. «Sto lavorando a una legge delega al governo, che concorderò con Palazzo Chigi, per una riforma generale dell’editoria», annuncia Federico Mollicone (FdI), presidente della commissione Cultura della Camera, spiegando che l’emendamento è stato riformulato «per mancanza di fondi». E chiede di «ripensare con urgenza l’infrastruttura di sostegno» al settore.
Nella polemica interviene anche la Fnsi, il sindacato dei giornalisti. «L’informazione va finanziata di più, non di meno. A fare la differenza è come vengono spesi i soldi pubblici erogati al settore», osserva la segretaria Alessandra Costante, chiedendo che le risorse sostengano i ricavi delle aziende e non siano destinate «quasi esclusivamente a svuotare le redazioni attraverso i prepensionamenti».
La mini proroga dei bonus giovani, donne e Sud
Mentre si consuma lo scontro sull’editoria, lo stesso Milleproroghe riporta in vita – ma in forma ridotta – i bonus occupazione. L’emendamento consente di utilizzare anche nel 2026 le misure del decreto Coesione: il bonus donne viene prorogato fino al 31 dicembre 2026, con esonero del 100% dei contributi per 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate.
Per bonus giovani e bonus Zes la proroga è di quattro mesi, fino al 30 aprile 2026. La decontribuzione però resta al 100% solo se l’assunzione comporta un incremento occupazionale netto, in caso contrario scende al 70%. Estesa inoltre a Marche e Umbria la possibilità di accedere al bonus giovani rafforzato per le Zes, con tetto a 650 euro invece di 500. Impegnati solo 417,6 milioni in tre anni rispetto agli 825 stanziati in legge di bilancio.